Quotidiani locali

Vai alla pagina su Toscana economia
Oltre 31 milioni per sistemare la rete

Oltre 31 milioni per sistemare la rete

Acquedotto del Fiora presenta il bilancio, ma le perdite d’acqua restano altissime

GROSSETO. Nel 2016 Acquedotto del Fiora ha investito 31,3 milioni di euro per ammodernare reti e impianti e realizzare nuove opere, permettendo di recuperare ritardi infrastrutturali e tecnologici. I numeri del bilancio di sostenibilità del 2016 sono stati illustrati ieri dal presidente Emilio Landi e dall’amministratore delegato Aldo Stracqualursi. Il Fiora ha investito circa 77 euro per abitante, dato che supera la media nazionale degli investimenti dei gestori del servizio idrico (circa 41 euro), ma va tenuto conto del fatto che Acquedotto del Fiora, in un territorio di oltre 7.600 chilometri quadrati e poco più di 400mila abitanti, con una densità di popolazione di circa 53 abitanti per chilometro quadrato, gestisce oltre 2.700 impianti e 12.500 chilometri di rete, pari a circa 31 metri di tubature per abitante, mentre la media nazionale non arriva a 10 metri per abitante. Il che comporta alti costi di gestione divisi per un basso numero di residenti.

La mole di investimenti del Fiora genera anche stimoli e risorse per far crescere l’imprenditoria locale e mantenere buoni livelli occupazionali in loco: circa il 59% dei lavori sono stati appaltati a fornitori toscani.
Landi punta il dito nei confronti di tanti, ancora troppi, che sprecano l’acqua o la utilizzano in modo improprio. Dall’innaffiamento dei giardini al riempimento di piscine, con il fenomeno delle cosiddette “perdite occulte” che ha raggiunto livelli intollerabili: in media ogni anno il Fiora riceve un migliaio di dichiarazioni di perdite occulte, “rotture” della cui riparazione si produce fattura, ma che spesso nascondono un utilizzo improprio dell’acqua e rappresentano una perdita per la società che di fronte a questo fenomeno ha le mani legate.

Tra l’altro, le perdite vere non mancano: oltre 60 milioni di metri cubi di acqua prelevati dall’ambiente e perdite del 43,5 per cento. Un dato che preoccupa, tanto che – come ha spiegato Stracqualursi – l’azienda si è attrezzata per la ricerca satellitare delle possibili perdite e installando valvole per ridurre la pressione la notte e il monitoraggio continuo della rete attraverso a sala operativa in Grancia. Una partita importante, questa, soprattutto in un momento in cui la siccità si fa sentire e, se anche non ha messo ancora in crisi le sorgenti dell’Amiata,

ha ridotto la portata di sorgenti più superficiali, tanto che in zone come Roccastrada, Roccalbegna o Semproniano si continua ad alimentare i serbatoi con le autobotti, con un costo che rispetto al 2016 è passato da 270mila a un milione di euro già speso quando l’anno non è ancora terminato.

TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista