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Numero unico emergenze: tutto tace

Mille firme raccolte dall’associazione Grosseto al centro: «Ma le istituzioni ancora non ci hanno dato una risposta»

GROSSETO. È passato già diverso tempo da quando l’associazione Grosseto al centro, attraverso una petizione firmata da oltre 1000 cittadini, ha chiesto alle istituzioni locali di attivare il numero unico per l’emergenza 112 oltre alla creazione di una vera e propria Centrale operativa interforze localizzata a Grosseto. Petizione che è stata presentata all’amministrazione comunale e provinciale, alla Prefettura, ai ministeri dell’Interno e della Salute per evitare che in provincia di Grosseto venissero ripetuti gli errori fatti in altre regioni, dove il servizio è stato affidato ad alcuni call center.

«La forza del 112 unico sta nel più veloce, efficace e continuo contatto tra il cittadino e gli operatori delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e del 118, attraverso un perfetto coordinamento tra di essi, eliminando filtri, livelli ulteriori e scambi telefonici superflui - dicono a Grosseto al centro - unificando le varie centrali operative sul territorio di ciascuna provincia. Ciò perché il fattore tempo è importantissimo, così come lo sono la vicinanza e la conoscenza del territorio, lo scambio in tempo reale di informazioni e l’uniformazione dei protocolli».

Il ministero della Salute ha risposto all’associazione dicendo che i funzionari stanno ancora studiando la questione. «Ma a noi cittadini - aggiungono - non è dato sapere dove risieda l’impasse, quali problemi abbiano riscontrato e come intendano strutturare le nuove centrali del 112 unico. Anche la Prefettura di Grosseto non ha voluto, pur legittimamente, produrre copia degli atti di cui abbiamo richiesto l’accesso».

Ancora oggi, l’associazione non ha ricevuto la risposta del sindaco e presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna al quale è stata segnalata anche la decisione della giunta regionale della Toscana che ha deciso di creare, entro il prossimo anno, una sola centrale unica di risposta a Firenze che dovrebbe servire l’intera regione. «A nostro avviso ciò dilaterebbe i tempi di risposta e di intervento per tutti i cittadini toscani, risultando meno efficiente di più centrali operative interforze - dicono - una per provincia, in cui vigili del fuoco, carabinieri, polizia, guardia di finanza, polizia locale e sanitari del 118 lavorano insieme per rispondere al cittadino della provincia servita. Perché la Regione Toscana sta andando verso un sistema che in altre regioni ha già dato luogo a proteste ufficiali e contenziosi legali? Perché le istituzioni rispondono, quando rispondono, con generiche
rassicurazioni alle puntuali considerazioni dei cittadini? Sindaco, se c’è batta un colpo. Qual è la sua posizione sulla vicenda? È sua intenzione tutelare la sicurezza e l’incolumità dei cittadini grossetani, aiutandoli a invertire questa fallimentare rotta regionale?».



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