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Ecco il nuovo cinema Aurelia Antica: colloqui per 15 assunzioni

La multisala avrà 600 posti, spazio per conferenze e teatro e film anche al mattino per gli anziani. Nel segno della tecnologia

GROSSETO. Quattro sale per seicento posti in tutto (una da 250, una da 150 e due da 100), tutte attrezzate anche per svolgervi conferenze, cineforum e spettacoli teatrali che non richiedano quinte. E ancora: spettacoli al mattino per anziani e bambini, biglietti acquistabili anche da macchinette automatiche dentro al centro commerciale previa visione del trailer, e un’offerta di film diversificata per generi e prezzo (nei feriali costerà meno). E di più: sala compleanni, offerte in tandem con i negozi e un apparato tecnologico all’avanguardia per acustica e proiezione.

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Il centro commerciale Aurelia Antica si prepara a inaugurare il proprio cinema, «la cinquantunesima attività», spiega la proprietaria della galleria Stefania Ricci. La “Aurelia Antica multisala” – questo il nome – è infatti l’ultima offerta, in ordine di tempo, del centro commerciale al Casalone, terzo cinema della città (dopo Cinema Stella e The Space) e vera novità dell’offerta commerciale, anche guardando verso il Commendone.

«L’idea è nata ben prima che nascesse il Maremà», spiega Ricci senza girarci troppo intorno. «Il cinema l’abbiamo voluto per completare la nostra offerta, per dare impulso alla parte “food” dei nostri ristoranti, ma anche, inutile negarlo, per aumentare la “pedonablità” del nostro centro commerciale. Il Maremà non è un “nemico” ma un competitor e dopo la sua apertura abbiamo visto che teniamo bene nei giorni feriali, meno nel fine settimana. A quel punto l’idea del cinema è decollata».

Stefania Ricci
Stefania Ricci


Shopping sì, insomma, ma anche “struscio”. L’ambizione della proprietà è quella di fare del centro commerciale una nuova “piazza” cittadina, un luogo di aggregazione dove andare per negozi, ma anche mangiare e divertirsi al cinema. «La vocazione dell’Aurelia Antica è sempre stata la famiglia – prosegue Stefania Ricci – e quando la gente va al cinema? Sabato sera e domenica pomeriggio. In questo senso l’Aurelia Antica diventa un luogo per la famiglia, un’isola sicura dove muoversi bene». Tant’è che saranno proposti anche film al mattino per invogliare gli anziani entrare in sala.

“Padre” dell’Aurelia Antica multisala è uno che il cinema ce l’ha nel sangue. «L’idea è stata di mio marito Gianni Pucci – prosegue Ricci – il cui padre, Giuliano Jacopo Pucci, ha progettato, costruito e gestito il Moderno». Un nome che in fatto di cinema è una garanzia, insomma. La multisala sarà gestita dalla società Cinematografica Toscana sud che sta all’Aurelia Antica al pari di ognuna delle altre attività del centro commerciale.

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Al cinema si accede dall’esterno e se ne esce direttamente nella galleria del centro commerciale in zona ristoranti (ce ne sono quattro e un quinto è in arrivo). Grazie alla possibilità di isolare la zona ristorazione dal resto della galleria, la multisala sarà aperta anche quando il centro commerciale chiude, ad esempio a Natale.

Ma come saranno le sale? E cosa si proietterà? Ieri Il Tirreno ha visitato il cantiere, aperto a febbraio. Le sale, ancora da allestire, hanno pareti e soffitto neri, larghi gradoni dove, una volta installate le poltrone (testa di moro con luci a led nel portavivande), si potranno allungare le gambe. All’ingresso c’è una stanza di circa 40 metri quadrati che si potrà affittare per compleanni o riunioni. Nell’atrio ci sarà la biglietteria sulla sinistra e un punto di ristoro con pop corn e bibite a destra. Andando avanti, sulla destra il corridoio che porta alla sala 1, la più grande, e sulla sinistra le altre tre sale e l’uscita.

Ma quali film si vedranno in questo cinema? «La nostra offerta sarà estremamente diversificata – spiega Ricci –. Del resto, come diceva Dino De Laurentis, non ci sono film d’essai e film commerciali. Esistono solo bei film e brutti film. Quel che ci tengo a dire è che non intendiamo fare concorrenza alle altre sale della città, per le quali abbiamo estremo rispetto. Vorremmo solo cercare di strappare dalla poltrona di casa qualche persona in più. Il cinema è cultura e la cultura è libertà: una persona in più al cinema significa una crescita per la città».

 

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