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Le Terme di Saturnia passano di mano

Le Terme di Saturnia passano di mano

Con un’operazione da 40 milioni se le aggiudica Feidos, la società finanziaria guidata dal super manager Massimo Caputi  

MANCIANO . Cambia la proprietà del complesso turistico Terme di Saturnia, azienda che da quasi trent’anni apparteneva alla famiglia Manuli di Milano. Ieri il quotidiano Mf-Milano Finanza ha dato la notizia che i tre fratelli – Antonello, Mario e Sandro Manuli – hanno chiuso l’accordo per la cessione del 100% delle quote della società che detiene hotel, centro termale e strutture sportive nel comune di Manciano.

Per la Maremma è una notizia importante, visto che le Terme di Saturnia rappresentano da sempre il motore della fragile economia del territorio. A parte i centottanta dipendenti impiegati con diverse mansioni, sono tantissimi coloro che vivono sulle ricadute di quell’acqua che sgorga da più di tremila anni a 37° e i cui benefici furono apprezzati anche da Plinio il Vecchio.

A rilevare la proprietà del colosso termale, sempre a quanto scrive Milano Finanza, sono due investitori noti nel mondo della finanza: il fondo americano York Capital (già nel capitale di Monte dei Paschi) e Feido, la società di Investimenti e Advisory di finanza immobiliare nei settori del real estate guidata dal manager Massimo Caputi. Un’operazione da quaranta milioni di euro.

Correva l’anno 2000 quando i Manuli, attraverso la Manuli Resort (già proprietaria del 50% delle Terme di Saturnia) acquistò l’altra metà delle quote societarie da Leandro Gualtieri (industriale del tessile pratese, poi proprietario di Grotta Giusti, stabilimento termale di Monsummano) assumendone così il completo controllo. Da quel momento è stato un susseguirsi di investimenti, per l’ampliamento delle strutture alberghiere, del centro benessere e delle piscine termali, oltre alla realizzazione del campo da golf da diciotto buche, meta di giocatori professionisti e ricchi appassionati di questa disciplina. Oggi il pacchetto comprende settari ettari di terra in una valle stupenda, un resort di lusso (cinque stelle), con 140 stanze e una mezza dozzina tra bar e ristoranti, più le piscine, gli impianti sportivi, il country club, etc. I Manuli avevano acquisito il primo 50% delle Terme addirittura nel 1989, sempre dal gruppo Gualtieri.

Negli ultimi quindici anni il business intorno a Saturnia ha fatto registrare una costante crescita e un notevole aumento di presenze, che hanno raggiunto le centinaia di migliaia all’anno. Solo nel 2016 – secondo i report pubblicati da Milano Finanza – le presenze complessive sono calate per la prima volta dell’1%, facendo registrare una perdita di esercizio di 1, 17 milioni di euro, contro l’utile di 475. 000 del 2015. Forse anche questo ha spinto i Manuli a prendere in considerazione la proposta di acquisto di York e Feidos, mediata per la parte acquirente dallo studio Molinari e dallo studio legale Chiomenti per la famiglia Manuli.

D’altra parte l’offerta di 40 milioni rappresenta tre volte il giro di affari annuo della società.
L’intenzione degli acquirenti – che hanno creato all’uopo un veicolo finanziario ribattezzato Doyers – è quella di investire per potenziare ulteriormente l’offerta turistica, termale e sportiva.

Si attende entro la fine del 2017 la presentazione di un piano di rilancio.

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