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Un esperto per censire rifiuti aziendali

Il Comune punta a toglierli dalla gestione di Sei Toscana per metterli sul libero mercato e far risparmiare sul trattamento

GROSSETO. La concorrenza è l’anima del commercio e, per i consumatori, è il termostato che permette di abbassare i prezzi. Cosa succederebbe se tutti i rifiuti prodotti dalle aziende grossetane non dovessero essere raccolti, trattati e smaltiti da un singolo gestore prestabilito, ma potessero essere ritirati, trattati e magari rivenduti come materia prima sul libero mercato, al prezzo più favorevole, o addirittura a costo zero o perfino con dei ricavi? Si pensi a tutti gli scatoloni di cartone che ogni giorno vengono buttati via dai negozi, o alla plastica degli imballaggi o al vetro delle bottiglie di bar e ristoranti.

Dal punto di vista tecnico è una questione di classificazione: ad oggi il contratto che il Comune ha con Sei Toscana prevede che i rifiuti delle aziende del territorio comunale, che hanno i requisiti di qualità e quantità, siano “assimilati” a quelli urbani, quelli cioè prodotti dalle famiglie. A causa di questa etichetta vanno obbligatoriamente fatti ritirare e trattare dal gestore unico, Sei Toscana, con il relativo costo.

Il Comune di Grosseto, al contrario, punta ad affrancarli dalla categoria di “assimilati” e a piazzarli sul libero mercato in modo da poter strappare un costo di ritiro e trattamento più conveniente.

È per questo che l’assessorato all’ambiente guidato da Simona Petrucci vuole rivedere e modificare il regolamento sui rifiuti e, per farlo, è alla ricerca di un esperto in materia di strumenti regolatori e piani di gestione dei rifiuti che supporti l’amministrazione in questa impresa: bisogna infatti conoscere quante sono le aziende e che rifiuti producono.

Il servizio Ambiente del Comune ha così emanato un bando pubblico per selezionare un libero professionista, una società o un’impresa individuale per quattro mesi, tanto dura l’incarico.

«Stiamo già rivedendo il regolamento sui rifiuti _ spiega l’assessora comunale all’Ambiente e al Ciclo rifiuti Simona Petrucci _ ma in questo momento abbiamo bisogno di personale e soprattutto di persone che conoscano la materia. In particolare abbiamo bisogno di una persona che metta il Comune in contatto con le aziende per capire che tipi di rifiuti producono. L’obiettivo è abbassare la quota degli assimilati in modo da permettere alle aziende di rivolgersi al libero mercato e ottenere un abbassamento del costo dei rifiuti».

Al momento, spiega l’assessora, solo quelli dell’Ipercoop al centro commerciale Maremà sono rifiuti non assimilati agli urbani.

«I rifiuti urbani prodotti nel nostro territorio comunale sono circa 47.000 tonnellate all’anno _ spiega Petrucci _. Di questi purtroppo non conosciamo quanti sono quelli assimilati. Sei Toscana infatti non separa rifiuti prodotti da aziende e rifiuti prodotti dal cittadino, perché tutti i rifiuti vengono conferiti insieme. Ma pensiamo a tutti i negozi che ci sono e che potrebbero beneficiare di questa modifica al regolamento».

L’obiettivo è sottrarre ai vincoli del contratto i rifiuti delle aziende. «Se riusciamo a capire come vanno le aziende _ prosegue Petrucci _ e che rifiuti producono, in modo da farli “uscire” dalla categoria “assimilati” e permettere loro di essere tratti in modo diverso, per l’azienda potrebbe non essere più un costo di smaltimento. Potrebbero ad esempio essere venduti come materia prima seconda. Magari non è detto che l’azienda ci guadagni, però per lo meno potrebbe andarci in pari. Ecco, abbiamo bisogno di una persona esperta che ci faccia un censimento di queste aziende».

Non che il Comune di Grosseto non abbia provato a cercare da solo queste informazioni. «Nell’ottobre dell’anno scorso _ spiega ancora Petrucci _ facemmo una prima riunione con le associazioni di categoria e chiedemmo l’elenco di tutte le aziende per capire che rifiuti producono. Avrebbero dovuto inviarci questo elenco a dicembre ma non lo abbiamo mai ricevuto. Il consulente mi serve proprio
per questo».

L’esperto dovrà essere laureato in discipline economiche o ingegneristico-gestioni e iscritto al relativo albo. La domanda va presentata entro il 18 settembre. Il compenso è di 6.000 euro e l’incarico durerà fino al 28 febbraio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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