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paura a gorarella

Rapinato sotto casa con il coltello

Lo hanno aspettato sotto i portici e lo hanno picchiato: poi sono scappati con 630 euro in contanti

GROSSETO. Ha sentito la lama del coltello contro la pelle del suo collo. Ha sentito la punta che rischiava di conficcarsi nella carne, poi ha sentito dolore, forte, a un ginocchio. Era immobilizzato, nonostante la sua stazza: colpito a un ginocchio, gettato per terra e tenuto fermo con un piede sulla nuca. «Ero terrorizzato, non sono riuscito a muovermi». A parlare è un uomo di 49 anni che domenica mattina, alle 3,45, è stato catapultato nella brutta scena di un film di violenza. Siamo a Gorarella, sotto i portici. L’uomo aveva appena smontato il suo turno di lavoro: è un cameriere e lavora in un ristorante all’Argentario. In mano ha il trolley e la divisa che indossava fino a poche decine di minuti prima. «Quando sono arrivato sotto all’abitazione di mia madre - dice - ho visto un ragazzo appoggiato a una colonna. Non era italiano. Stava guardando il suo cellulare: mi sono diretto verso la porta del palazzo ma all’improvviso mi sono sentito prendere alle spalle e appoggiare un coltello alla gola».

La rapina è durata pochi minuti. Il ragazzo non era solo, c’erano almeno altri due uomini con lui che sono saltati addosso al cameriere. «Zitto, ti taglio, mi ha urlato - racconta ancora - poi mi hanno intimato di sdraiarmi per terra e lì mi hanno bloccato, tenendomi ferme le braccia e la testa, con un piede sulla nuca. Ero voltato su un lato, ma da quell’occhio non ci vedo. È difficile che li possa riconoscere, ho visto solo che uno di loro aveva una felpa rossa con il cappuccio, un altro un giubbotto verde».

Mentre il quarantanovenne era per terra, due dei tre ragazzi hanno cominciato a frugare nelle sue tasche trovando il portafogli dove c’erano dentro 630 euro in contanti. Soldi che l’uomo aveva preso perché sarebbe dovuto partire per Roma. «Per fortuna il cellulare e i documenti li avevo lasciati dentro l’auto - aggiunge - Prima di scappare, mi hanno intimato di stare zitto e uno di loro mi ha sferrato un calcio all’addome». L’uomo, dolorante e impaurito, è salito in casa dove vive l’anziana madre. C’era anche sua sorella che lo ha accompagnato dai carabinieri per sporgere denuncia. «Non li ho chiamati subito e non ho chiesto ai militari di venire a casa nostra perché c’era mia madre che è anziana e malata - dice - e avevo paura che si svegliasse e che si sentisse male. Abbiamo preferito andare noi in caserma». L’uomo ieri è andato a sporgere denuncia raccontando tutto quello che era successo a Gorarella. Un quartiere tutto sommato tranquillo. «Sapevo che avevano rubato a casa del mio vicino - dice - ma una rapina di questa portata e con tutta questa violenza non credo sia
mai avvenuta».

Il quarantanovenne aveva in tasca i soldi guadagnati al lavoro, dopo serate passate su e giù tra i tavoli del ristorante. La sua vita è salva, nonostante quel coltella appoggiato al collo che lo ha fatto tremare di paura per minuti che sono diventati lunghissimi.

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