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Animali sulla strada, troppi cartelli

I segnali di pericolo di attraversamento sono tantissimi. Ceroni: «Pochi abbattimenti, così non si risolve il problema incidenti»

GROSSETO. Il settanta per cento delle strade provinciali è a rischio di incidente con animali selvatici. I cartelli – basta farci caso – sono ovunque. Eppure la puntuale segnalazione del pericolo di attraversamento di animali non piace a tutti, anzi.

Se da un lato questo fatto può essere visto come un’attenzione, una premura degli Enti (Provincia e Regione Toscana) verso i cittadini, dall’altro è legittimo il sospetto che si tratti di un modo per “tirarsi fuori” da responsabilità in sede civile e anche penale.

Sulla base del codice della strada (gli articoli 39 e 84 del regolamento applicativo del codice) la segnaletica deve essere installata quando esiste una reale situazione di pericolo, non percepibile con tempestività da un conducente che osservi le normali regole di prudenza.

Aver deliberato e installato cartelli su più di mille chilometri (il dato è ufficiale) su una viabilità provinciale complessiva di circa 1.800, deve far riflettere, prima di tutto i giudici a cui si rivolgono i cittadini in caso di contenziosi.

Su questo argomento da tempo si spende Claudio Ceroni, politico di lungo corso, già vicesindaco del Comune di Cinigiano e amministratore di società pubbliche e private.

«Un numero considerevole di segnali, sono centinaia – spiega Ceroni – avvisano gli automobilisti che percorrono le strade della provincia di Grosseto del pericolo di attraversamento animali, una vera selva di cartelli che per il momento rappresentano l’unica risposta, in termini di sicurezza stradale, offerta da Regione e Provincia. Veramente troppo poco, perché nel frattempo invece aumentano gli incidenti, sia per numero che per gravità delle conseguenze dovute all’impatto con gli animali». E in effetti se il considerevole numero dei cartelli deriva da una valutazione del reale pericolo, si deve prendere atto che ci troviamo di fronte a una vera e propria emergenza, dal momento che in alcuni tratti della viabilità provinciale la situazione di pericolo raggiunge il cento per cento del percorso. Per esempio tra Grosseto e Civitella, sul tronco a 4 corsie della nuova E78: trenta chilometri infarciti di segnaletica che rischia di avere l’effetto contrario, determinando assuefazione.

Il rischio, invece, è reale e, specialmente di notte, dietro a ogni curva può nascondersi un selvatico.

Resta però da verificare se la posa dei cartelli rispetta quanto richiesto dal codice della strada e dal suo regolamento di applicazione. Ceroni ha molti dubbi. «Allo stato dei fatti, cartine alla mano, i segnali di pericolo di attraversamento di animali sono tanti, troppi, con picchi nel comprensorio dell’Amiata e nelle Colline Metallifere».

Ceroni porta gli esempi: «nella sp n° 17 di Voltina, da Cinigiano fino all’innesto con la Scansanese si contano 16 cartelli in 25 chilometri; idem in alcuni tratti delle strade provinciali 64 (Cipressino), 157 (Roccastrada), 159 (Scansanese) e 162 (Massetana)».

«Le iniziative della Regione Toscana, compresa la legge 10/2016 – sono ancora parole di Ceroni – si sono rivelate parziali e insufficienti per ridurre il numero di ungulati, che hanno superato le 400.000 unità. I dati della provincia di Grosseto sono addirittura
ridicoli: appena 69 capi abbattuti con il sistema della selezione. E il paradosso è che in Maremma e sull’Amiata, a fronte di un numero di cinghiali e caprioli in costante crescita, aumentano i segnali stradali e diminuiscono gli abbattimenti...».

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