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Riapre la caccia, ucciso uno sparviero

Cresce la polemica dopo l’abbattimento di un esemplare protetto. Il Wwf: «Sbagliato anticipare la stagione»

CAPALBIO. Aprire o non aprire la caccia. Se n’è discusso molto nei giorni scorsi prima di decidere se autorizzare o meno la preapertura fissata per il 2 e 3 settembre. C’è chi ha gridato che autorizzare la caccia era uno scempio data la siccità e gli incendi che hanno devastato molti boschi, e chi ha sostenuto di andare avanti come ogni anno. Fatto è che le doppiette, sabato e domenica, di buon mattino hanno iniziato a sparare. A farne le spese, oltre alle specie di cui era ammesso l’abbattimento, anche uccelli protetti come uno sparviero ucciso nei campi del capalbiese.

La notizia è stata resa nota dal Wwf sezione di Grosseto che esprime, oltre al dispiacere dell’uccisione dello sparviero (un esemplare femmina giovane), anche il rammarico e la rabbia per una decisione della Regione Toscana che poteva essere evitata. «Questa è solo la punta dell’iceberg - spiega il Wwf - di un discorso molto più ampio riguardante le preapertura della caccia». Secondo il Wwf autorizzare l’anticipazione della stagione venatoria a settembre è stata «una scelta sbagliata. Dopo gli incendi e la siccità, con la fauna in difficoltà e nonostante una lettera dell’Ispra che suggeriva non solo di non fare una preapertura ma anche una posticipazione della caccia a ottobre invece che a settembre - va giù duro il Wwf - si è iniziato a sparare come nulla fosse. Non era necessario accontentare persone che hanno la smania di andare a sparare quando si potrebbe fare una gestione corretta».

Per l’associazione ambientalista il buon senso avrebbe dovuto suggerire di fare una considerazione delle condizioni generali. «Si dovevano valutare le condizioni climatiche, lo stato delle popolazioni, se ci sono uccelli in difficoltà e fare una programmazione prevedendo che in una zona si possa cacciare e in un’altra no. Questa sarebbe una vera programmazione - sostiene il Wwf - Quella che hanno fatto è una mediazione che non serve a nulla. Ci sono stati sindaci che hanno emanato ordinanze per vietare la caccia fino a quando non ci saranno le condizioni adatte per poterla autorizzare. Qui nulla di tutto questo. Per giunta la Regione Toscana ha ceduto alle pressioni di una parte del mondo venatorio».

Il Wwf riconosce anche che alcuni cacciatori non abbiano partecipato alla preapertura perché contrari a dare il via alla caccia a settembre e con le condizioni ambientali attuali. Per il Wwf il danno creato è notevole. «Dovrebbero essere gli stessi cacciatori e chiedere che non si anticipi la caccia in queste situazioni. Aspettavamo anche una presa di posizione da parte delle associazioni di categoria dei cacciatori ma invece nulla. Silenzio. Ci sono paesi in cui sono i cacciatori stessi che rinunciano a cacciare se una specie è in difficoltà. In Italia prevale l’egoismo». A breve il passaggio di alcuni rapaci in via di estinzione e l’arrivo degli Ibis. Il timore degli ambientalisti

è che questi uccelli non possano arrivare a destinazione rischiando di essere impallinati. «Ci appelliamo al buon senso dei cacciatori e al loro spirito di collaborazione con le forze di controllo per denunciare situazioni di bracconaggio che non fanno onore ai cacciatori stessi».

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