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Trenta ettari di bosco distrutti dalle fiamme

Il bilancio di Castell’Azzara. Il sindaco Fortunati: «Sono criminali, su quei terreni non si costruisce»

CASTELL’AZZARA. «Tutta la zona incendiata domenica a Selvena è monitorata. C’è ancora qualche focolaio, ma poco pericoloso, che i volontari stanno tenendo sotto controllo. Il pericolo vero adesso è il vento».

Così, il giorno dopo il terribile incendio che ha polverizzato circa 30 ettari di bosco e oliveti, il sindaco di Castell’Azzara Fosco Fortunati pare tirare un sospiro di sollievo. «Sono stati trovati cinque inneschi su cui le autorità stanno indagando - dice - Qui si tratta di criminali allo stato puro. A Selvena non ci sono terre da rendere edificabili e nemmeno centrali geotermiche. Qui c’è invece la riserva naturale del Monte Penna, una zona incantevole che questi delinquenti hanno dato alle fiamme».

Il sindaco scarta ogni ipotesi di incendio teso a liberare zone dal bosco per costruirci case e scarta con forza anche l’ipotesi che il fatto sia da legarsi alla geotermia come qualcuno (che poi ha ritrattato) andava dicendo per gli incendi di Piancastagnaio. «Qui c’è solo un criminale», chiude seccamente Fortunati.

Le zone di Selvena colpite di più dal fuoco sono Poggio Montone, una borgata vicino a Selvena che ha alle spalle la riserva e il bivio Terni. «Fortunatamente – continua - al bivio Terni le fiamme sono state fermate celermente, altrimenti sarebbe stato un disastro». Ma la zona colpita dalla mano del piromane, oltre che a bruciare oliveti in quantità, ha anche lambito la pineta. «Adesso – dice – quando la zona sarà messa in sicurezza alcuni dei pini dovranno essere abbattuti, perché stanno diventando davvero pericolosi». Insomma tutto pare sotto controllo anche se i danni sono ingenti. «Per adesso non abbiamo quantificato il danno che è comunque pesante – dice il sindaco – e l’importante è che in questo dramma nessuno sia stato evacuato dalla propria casa e non ci siano stati feriti».

È anche il momento dei ringraziamenti di Fortunati che per tutto il tempo dell’incendio ha seguito personalmente le operazioni e è stato costantemente in contatto con la sala operativa regionale.

«Mi preme fare dei ringraziamenti – dice - in particolare al sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini che ci ha fornito due autobotti quando l’acqua per lo spegnimento scarseggiava. Grazie, non lo dimenticheremo. Ringrazio poi, oltre ai vigili del fuoco e gli operatori di elicotteri e Canadair, le guardie forestali, i carabinieri, la prefettura, gli operatori regionali, soprattutto la popolazione tutta di Selvena che si è messa a disposizione dei vigili e ha anche fornito vettovaglie e dato accoglienza. Ringrazio le associazioni che hanno collaborato e tutti i volontari che si sono resi disponibili
per ogni necessità. Adesso aspettiamo la messa in sicurezza della zona e confidiamo che le indagini che sono in corso assicurino alla giustizia il colpevole, sperando anche in un inasprimento di pena in casi del genere da parte del governo italiano».

Fiora Bonelli

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