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«Senza sottobosco la pineta morirà»

Gli ambientalisti contestano l’ordinanza sindacale: «Sì a tagliare, ma non con mezzi radicali che danneggiano l’ecosistema»

GROSSETO. Solleva perplessità tra gli ambientalisti l’ordinanza sindacale numero 57 del 21 luglio, con cui il primo cittadino Antonfrancesco Vivarelli Colonna ordina «ai proprietari e conduttori di terreni appartenenti a qualunque categoria d’uso del suolo la ripulitura e il taglio del sottobosco anche in maniera meccanica utilizzando appositi decespugliatori a martelli da rovi, sterpaglie, materiale secco di qualsiasi natura e altri rifiuti infiammabili, risposti all’interno dell’intera fascia boscata (pineta) sita nel comune di Grosseto a Marina di Grosseto e Principina a mare». Il presupposto dell’atto sindacale è la consapevolezza della «gravissima e drammatica situazione che sta interessando il nostro territorio e in particolare le aree pinetate di Marine e Principina, anche nei giorni scorsi percorse da incendi di vasta entità».

A esaminare l’ordinanza sono 8 soggetti che cofirmano una nota: Adic Ex Acu Sportello di Grosseto con Miriam Croxatto; il Centro Parchi Internazionale con Franco Tassi; il coordinamento Associazioni e Comitati Ambientali della Provincia di Grosseto con Lamberto Meschinelli, il gruppo spontaneo “Salviamo le Pinete” di Grosseto; l’Isde-Medici per l’ambiente della Provincia di Grosseto con Ugo Corrieri; Italia Nostra Sezione Maremma Toscana con Michele Scola; la Lipu con Maria Patrizia Latini e il Wwf con Angelo Properzi. A loro dire, l’atto dispone quelle misure antincendio dell’intera fascia boscata «senza indicare metodi e controlli. Premesso che la pineta del Tombolo da Castiglione all’Ombrone è in gran parte nel Comune di Grosseto e nel 90% privata, ci pare ovvio che chiunque potrebbe obbedire all’ordinanza tagliando tutto il sottobosco. Se così fosse, a nostro giudizio l’intera pineta del Tombolo rischierà la distruzione dell’ecosistema, sia della vita vegetale che delle innumerevoli specie animali, molte protette, che saranno uccise. Gli esperti forestali assicurano che il sottobosco è fondamentale per la vita del pineta, e con la sua umidità esplica un’azione antincendio rallentando il progredire del fuoco». Il gruppo Salviamo le Pinete aveva già realizzato lo scorso anno un volantino che illustra come prevenire e contrastare il fuoco. «Da allora chiediamo che venga aperto il tavolo permanente per la salvaguardia della pineta, istituito col processo partecipativo regionale toscano “Pineta Bene Comune”, ma non abbiamo ancora ottenuto risposta. Il sottobosco va ovviamente contenuto con tagli di snellimento, ma non certo estirpato con mezzi meccanici che devasterebbero l’ecosistema pineta. I tagli radicali danneggiano

gravemente la comunità, il paesaggio, l’immagine stessa e il turismo della Maremma. Chiediamo un incontro urgente al sindaco di Grosseto, che riteniamo in perfetta buona fede, per concertare i provvedimenti migliori contro gli incendi, tutelare i cittadini e la nostra pineta».
 

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