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L’ultima gara di Alfonso: addio al maestro del tatami

Aveva 70 anni e per mezzo secolo ha insegnato judo alla Nippon Budo. Il ricordo di Stefanelli: «La federazione ha sempre potuto contare sul suo appoggio»

SCARLINO. Alfonso Pomerigi, il Maestro di Judo che ha allenato intere generazioni di atleti tra Follonica, Gavorrano e Scarlino, è morto martedì nella sua casa in campagna.

La squadra nazionale della polizia lo aspettava a Piombino per una delle sue lezioni ma Pomerigi non è mai arrivato a quell’appuntamento. I familiari hanno provato per tutto il giorno a contattarlo ma soltanto a sera si è scoperta la verità. Mercoledì in molti si sono presentati alla camera ardente per dare un ultimo saluto al Maestro che ha dedicato un’intera vita all’arte marziale giapponese.

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Pomerigi aveva 70 anni e per 50 anni ha insegnato ai suoi allievi della Nippon Budo Follonica: «Alfonso era conosciutissimo in tutta la Toscana e soprattutto nel grossetano per la sua dedizione a questa disciplina – racconta il vicesindaco di Scarlino Sergio Stefanelli che con Pomerigi ha condiviso un’intera carriera sportiva – insieme abbiamo portato il Judo nelle Colline Metallifere, carriera che lui ha portato avanti con grande passione e dedizione fino a ieri».

In molti lo ricordano sul tatami del suo dojo a Follonica dove per anni ha insegnato la disciplina marziale seguita sin da ragazzo, riuscendo ad ottenere la cintura nera di 4 grado dan. È stata proprio quella disciplina tanto amata a scandire tutta la vita del Maestro Pomerigi: una passione portata avanti insieme agli impegni lavorativi, sia quando era impiegato al Comune di Scarlino sia quando era passato alle dipendenze dell’Acquedotto del Fiora. «Alfonso era una persona affabile e sempre disponibile – dice di lui Stefanelli – grazie a lui sono state fatte qua delle gare internazionali molto importanti perché la federazione ha sempre potuto contare sul suo fondamentale appoggio». Stefanelli tratteggia un attaccamento viscerale a quell’arte marziale che negli anni ’60 – quando Pomerigi aveva iniziato i suoi studi – era appena divenuta ufficialmente una disciplina olimpica: «Alfonso ha sempre avuto un afflato particolare con i suoi allievi – racconta Stefanelli – lui non era un maestro autoritario, non ne aveva bisogno, ci sapeva veramente fare con i ragazzi». Proprio la Federazione Italiana Fijlkam ha dedicato un messaggio al Maestro scomparso: «Afonso aveva iniziato il Judo da giovane, era uno degli oramai pochi insegnanti tecnici ad aver preso la qualifica ai tempi dell’Accademia di Roma – scrivono – si è sempre prodigato alla diffusione del Judo nella regione, in particolar modo nel Grossetano, dove negli anni ha collaborato in alcune palestre, tra cui l’Asahi Club Scarlino, lo Sport Judo Karate di Follonica e la sua palestra per antonomasia la Nippon Budo Follonica, dove ha educato e insegnato Judo a tantissimi ragazzi. Il suo carattere sempre calmo e pacato, la sua disponibilità a tutti i livelli, ne hanno fatto un punto di riferimento costante negli anni per tutti i comitati regionali che si sono succeduti. Uomo amabile dal cuore grande – concludono – si è sempre fatto voler bene e rispettare da tutti, verrà ricordato come una persona che dava e non chiedeva niente in cambio». A continuare sulla strada tracciata dal Maestro saranno Maurizio Vincenzelli e Fabio Bettaccini: «porteremo avanti la sua passione» dicono.

Giovedì 13 luglio alle 9 il funerale. La salma è stata portata a Livorno per la cremazione.
 

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