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Tre cave per i gessi rossi della Tioxide 

Organizzata una visita per i partecipanti al dibattito pubblico. Montioni, Bartolina e Vallina: ecco tutti i pro e i contro 

GAVORRANO. Montioni, Vallina e Bartolina: si è tenuto ieri pomeriggio il tour delle cave all’insegna dei gessi rossi. Si è trattato di una visita organizzata nell’ambito del dibattito pubblico, il nuovo strumento legislativo figlio del diritto francese voluto da Comune di Gavorrano e finanziato dalla Regione che è costato 93. 000 euro.
È infatti nel territorio di Gavorrano che si trovano due delle cave che con molta probabilità diventeranno la futura destinazione del materiale di scarto prodotto dalla Huntsman Tioxide. Ad accompagnare la visita due esperti dell’Università di Siena: l’idrogeologo Massimo Salleolini e il geologo strutturale Enrico Tavarnelli. La prima tappa è stata la cava di Montioni, attuale sito di stoccaggio dei gessi che tra circa due anni e mezzo terminerà la sua funzione. «Si tratta di una cava di quarzite che sta venendo rinaturalizzata – ha spiegato Francesco Pacini amministratore delegato delle Tioxide – tramite l’impiego dei gessi rossi è infatti stata ripristinata una parte del cratere della cava e l’obbiettivo è quello di ripristinare le quote originarie della collina e anche la sua naturale pendenza».
I gessi impiegati vanno a formare dei terrazzamenti che, arrivati a compimento, vengono trattati con l’idrosemina: un tipo di coltivazione svolta attraverso la distribuzione di acqua e sementi che compongono le tipiche varietà della macchia mediterranea. La visita è proseguita poi alla cava della Bartolina, tra Ribolla e Giuncarico: una cava di diabase, per la produzione di inerti per edilizia e ballast ferroviario, ancora attiva ma che presenta una zona esaurita e quindi sede di possibile stoccaggio del materiale della Tioxide. La cava, che si trova sul poggio Girotondo, presenta una cavità a “fossa”: il luogo è servito da alcuni binari che però non arriverebbero direttamente alla fabbrica nella piana di Scarlino. «Vicino alla cava passa il fiume Bruna – ha spiegato Salleolini – e il problema è che il corso d’acqua è interconnesso con la cava e questo è un problema creato dai lavori svolti nella cava».
Nel caso venisse scelta la Bartolina è infatti prevista la realizzazione di un argine di difesa idraulica lungo la sponda del fiume Bruna. La seconda cava che potrebbe ospitare i gessi rossi è, infine, la Vallina: la cava di roccia calcarea che si trova tra la località del Filare e Gavorrano. Una cava con una capacità ben minore rispetto a quella della Bartolina ma che sarebbe decisamente più vicina alla
fabbrica. Tra i due siti però a quanto pare la Tioxide non ha preferenze: «entrambe le cave presentano pro e contro – ha detto Pacini – una è più vicina ma presenta delle difficoltà che vanno studiate l’altra invece sarebbe più semplice da riempire c’è poi da valutare il discorso viabilità».

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