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Nuova centrale geotermica ed è già polemica in Amiata 

Enel annuncia la Via per un impianto ad alta entalpia a Piancastagnaio. La preoccupazione della Rete Nogesi: «Smentite le posizioni di molti del Pd»

PIANCASTAGNAIO. Enel green power ha in progetto una nuova centrale geotermica ad alta entalpia sull’Amiata. Dopo le due centrali sul versante grossetano (Bagnore 3 e Bagnore 4 a Santa Fiora) e le quattro su quello senese, a Piancastagnaio, la società vuole aprire una quinta centrale a Piancastagnaio, la Pc6.

Il 6 aprile è stato pubblicato sulla stampa locale l’avviso dell’inizio della procedura di Valutazione di impatto ambientale. La centrale è prevista nel comune di Piancastagnaio in prossimità dell’esistente postazione di perorazione Piancastagnaio 30.

Sarà dotata di impianto di abbattimento Amis per la riduzione delle emissioni di idrogeno solforato e di mercurio e avrà una potenza di 19, 8 Megawatt. Al suo servizio saranno realizzati tre nuovi pozzi. La notizia ha suscitato già proteste da parte degli ambientalisti.

La rete antigeotermica Nogesi parla di «assalto alla diligenza con la complicità del postiglione» e non esita a dire che «a fronte dell’opposizione delle popolazione coinvolte e con il timore che la zonazione sottragga i territori alla speculazione, Enel e nuovi (im)prenditori accelerano le procedure, complici i poteri centrali e regionali».

Nogesi pare certa che il fronte compatto geotermico stia per sgretolarsi: «Ormai sono numerose le interrogazioni presentate sia in ambito parlamentare italiano che europeo — dicono quelli della rete Nogesi — ad opera delle forze di opposizione nonché la necessità della definizione delle “aree non idonee alla geotermia” nelle Regioni Lazio e Toscana».

Nogesi è convinta che siano proprio questi fronti, queste iniziative e «questa nuova aria che tira» ad aver accelerato le pratiche per la nuova centrale di Piancastagnaio. Nogesi dà anche una lettura politica all’avvio delle pratiche per la nuova centrale. La corsa a installare una nuova centrale «sembra smentire – dice la rete antigeotermica – le prese di posizione di molti amministratori, soprattutto del Pd, che si erano espressi pubblicamente a favore della zonazione assicurando anche, come il capogruppo regionale Leonardo Marras, che nel regolamento delle aree non idonee sarebbero stati inseriti “di default (cioè di norma)” tutti quei comuni che ad oggi non ospitano alcun impianto geotermico e ribadito, sulla questione Amiata, quanto già declamato negli ultimi anni dai sindaci e assessori regionali e cioè che questo territorio ha raggiunto, con Bagnore 4, l’equilibrio e che quindi non si sarebbero realizzate più altre centrali. L’impressione, fondata, è che quindi si voglia creare una situazione “di fatto” con decine di centrali autorizzate in modo che anche una eventuale zonazione che tenga conto delle giuste aspettative dei cittadini diventi un inutile esercizio

di retorica pseudoambientalista. Invitiamo peraltro i sindaci, espressione delle comunità e responsabili della tutela della salute e dei territori, a denunciare queste modalità e impedire l’apertura di cantieri di qualsiasi tipo».

Dal canto proprio Nogesi è pronta a dar battaglia.

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