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Manca il regolamento, a Fiumara kite al palo

Salta l'apertura pasquale delle scuole di vela, operatori sul piede di guerra

MARINA DI GROSSETO. Ristoranti pieni, musei presi d’assalto, parchi e centri storici assediati dai vacanzieri. Il primo assaggio di vacanze a Pasqua – il test dell’estate – è andato bene in tutta la provincia, ma un luogo ha brillato per la sua assenza. La spiaggia di Fiumara a Marina di Grosseto.
Dei chioschi e delle attrezzature delle associazioni sportive che fanno scuola di vela e di kitesurf che qui hanno diverse attività e alle quali è concesso di aprire sin dal 1º aprile non c’era l’ombra. I kiters c’erano, ma si sono dovuti accontentare della spiaggia libera. Perché?

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Dopo il problema “fratino” (l’uccellino tutelato per il quale i gestori delle attività sono stati chiamati a produrre complicate autorizzazioni), e dopo il problema parcheggi (dopo decenni il Comune, l’anno scorso, ha chiuso l’area sosta in pineta), anche quest’anno la stagione estiva partirà in ritardo a causa di problemi burocratici.
«Il problema stavolta è che il Comune ha deciso di cambiare il regolamento demaniale», spiegano Alessandro Tonini, titolare del Kite beach Fiumara, e Giuseppina Giovanchelli, titolare del Kite’s Angels beach. Nella stessa situazione c’è anche l’altra scuola di kite della zona, il Sunset beach.
«Il regolamento andava aggiornato da tempo – spiega Tonini – e già la passata amministrazione ci stava lavorando».
La nuova amministrazione ha voluto rivederlo daccapo e lo porterà in approvazione in consiglio comunale domani. Il risultato? A oltre metà aprile ancora i gestori non hanno uno strumento normativo al quale fare riferimento. Insomma, non possono muovere un granello di sabbia. E l’approvazione del regolamento non scioglierà neanche tutti i nodi. Anzi.
«Con la scusa di scongiurare il carico antropico nella zona di Fiumara, che è un Sic, sito di interesse comunitario, e un Sir, sito di importanza regionale – proseguono Tonini e Giovanchelli – il nuovo regolamento vuole modificare la superficie di ombra». Ad oggi sono previsti 200 metri quadrati d’ombra. Il nuovo regolamento calcola invece l’ombra al 5% della superficie in concessione. Per il Kite beach Fiumara, che occupa circa 4.000 metri quadrati, non cambia un granché. Ma per il Kite’s Angels, che misura 2.250 metri quadrati, e per il Sunset che ne occupa circa 1.500, si passerà rispettivamente a 112 e 75 metri quadrati.
La ragione di tale ridimensionamento? Il nuovo regolamento prevede che all’ombra vi stiano solo gli istruttori e il personale di servizio.
«Un’assurdità – dice Tonini –. Non si capisce perché i tesserati che vengono e stanno una giornata sulla spiaggia debbano cuocersi al sole. Le nostre sono società sportive dilettantistiche. Il centro della vita sociale è l’attività sportiva. Riposo sotto zone d’ombra e ristoro sono funzionali all’attività stessa. Semmai hanno più bisogno d’ombra gli associati che non gli istruttori».
Nessuna riduzione della “quota ombra” viene invece prevista per gli ombrelloni degli stabilimenti balneari; per loro c’è sì un ridimensionamento del 5% ma solo per l’ombra creata da strutture diverse dagli ombrelloni, «insomma una modifica per loro quasi impercettibile», dice Tonini.
I surfisti hanno poi bisogno di rifocillarsi, ma anche su questo il nuovo regolamento pone dei veti. È confermata infatti la limitazione della distribuzione di alimenti e bevande ai soli distributori automatici. «Ma per le associazioni la somministrazione non è ritenuta attività commerciale – dice Tonini – e infatti tante associazioni, dall’Arci in poi, possono tranquillamente rifocillare i propri associati. Perché le associazioni sportive sulla spiaggia no?».
La bozza del nuovo regolamento è stata sottoposta ai titolari delle associazioni sportive che hanno già presentato delle osservazioni e hanno avuto confronti, anche piuttosto accesi, con il Comune.
«Quello che fa più rabbia – conclude Tonini – è che ovunque sulla costa, da Castiglione della Pescaia a Talamone, le scuole di kite hanno già aperto e funzionano. Castiglione, mi preme sottolineare, è sul nostro stesso tombolo, nello stesso Sic e nello stesso Sir, eppure lì il Comune è riuscito a trovare regole di convivenza tra natura e attività sportive. Perché a Fiumara l’amministrazione non ci riesce?».

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