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UN “PADRE” DELL’ARCHEOLOGIA

Il Polo universitario per Riccardo Francovich

GROSSETO. Riccardo Francovich è stato definito a buon diritto uno degli “inventori” dell’archeologia post-classica in Italia e sicuramente ha reso il suo magistero universitario un punto di...

GROSSETO. Riccardo Francovich è stato definito a buon diritto uno degli “inventori” dell’archeologia post-classica in Italia e sicuramente ha reso il suo magistero universitario un punto di riferimento per questa disciplina su scala planetaria.

Nato a Firenze il 10 giugno 1946 si è laureato nella stessa città nel 1971, con una tesi in Storia medievale. La sua carriera accademica ha condotto all’istituzione di una delle prime cattedre italiane di Archeologia Medievale all’Università di Siena. Ha insegnato questa materia anche nella sede universitaria di Grosseto. Come componente del comitato tecnico-scientifico del Polo Universitario Grossetano, è legata alla sua iniziativa l’apertura in Grosseto del corso di laurea in Conservazione dei Beni archeologici, dei master in Archeologia urbana e archeologia preventiva, nonché la costituzione di numerosi laboratori archeologici, ancora operanti in città. Tra questi ultimi spicca il Museolab, un vero e proprio museo/laboratorio, con una chiara vocazione didattica, dedicato alla storia dei paesaggi maremmani, dalla Preistoria all’Età moderna e contemporanea.

Impegnato nella ricerca sul campo e nello studio di nuove tecnologie da applicare all’archeologia, avviò la propria attività di archeologo negli anni Settanta proprio nella Maremma grossetana, a partire dalle indagini intraprese nel 1978 in occasione del restauro del Cassero Senese di Grosseto. Negli stessi anni condusse gli scavi della Rocca Pisana di Scarlino (1979-1983), cui seguirono indagini su molti altri siti medievali della provincia di Grosseto, tra cui Montorsi, Montemassi e Sassoforte (Roccastrada), Castel di Pietra (Gavorrano), Rocca Silvana (Castell'Azzara), Marsiliana e Rocchette Pannocchieschi (Massa Marittima), Cugnano e Rocca degli Alberti (Monterotondo), Poggio Cavolo e San Martino in Piano a Braccagni (Grosseto).

Un particolare rilievo per lo sviluppo dell’archeologia grossetana rivestì il progetto sulla “Città diffusa”, incentrato sul tema della complessa formazione urbana di Grosseto, culminata nella traslazione della sede vescovile rosellana nel 1138. Il progetto di ricerca e valorizzazione prevedeva l’indagine su siti di straordinario interesse archeologico come i ruderi di Roselle, il Tino di Moscona e il castello sorto sul Poggio La Canonica, ai cui piedi erano emersi i ruderi di una imponente cattedrale romanica. Sullo slancio di queste ricerche, Francovich concepì per Grosseto un ambizioso programma di archeologia urbana, il primo condotto in Toscana, che ha portato a riscrivere pagine di storia cittadina e a riconsiderare conoscenze ritenute acquisite in merito allo sviluppo medievale dell’intera Toscana meridionale.

Ciascuna indagine sui siti medievali del Grossetano si è sempre coniugata con l’impegno a tradurre i risultati scientifici in forme divulgative accessibili ai più, ottenendo positive ricadute sul piano della riqualificazione territoriale, della crescita civica e della promozione turistica.

Per tutte queste ragioni, a dieci anni dalla scomparsa e a quaranta dall’inizio delle ricerche sue ricerche a Grosseto gli allievi, gli amici e i colleghi che hanno insegnato e operano in questa sede universitaria hanno organizzato una giornata specificamente dedicata al ricordo della sua poliedrica figura di intellettuale e delle numerose attività svolte da Francovich in provincia di Grosseto.

Oggi alle 15 nella sede di via Zanardelli a Grosseto tavola rotonda dedicata alle ricerche intraprese dallo studioso e a quelle che sono seguite alla istituzione di laboratori di ricerca in Grosseto. Porteranno il loro saluto Francesco Frati, rettore dell’Università di Siena; il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna; Olga Ciaramella, consigliere delegato alla scuola e università Provincia di Grosseto; e Gabriella Papponi Morelli presidente del Polo Universitario Grossetano. Illustreranno la figura di Francovich e l’evoluzione delle sue ricerche alcuni

docenti dell’Ateneo senese a lui legati: Stefano Campana, Carlo Citter, Roberto Farinelli, Maura Mordini, Maura Sternini e Lucia Sarti.

Al termine i relatori accompagneranno i partecipanti ad una visita guidata del Museolab, all’ultimo piano del centro espositivo delle Clarisse.

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