Quotidiani locali

La titolare del maneggio: "Nessun maltrattamento". Ed è festa solidale

Capalbio: dopo la puntata di Striscia sulle frustate al cavallo, le clienti organizzano un party

CAPALBIO. Un pranzo per dimostrare solidarietà al maneggio I Poggetti di Capalbio. «Tutte le mie ragazze mi hanno dimostrato tanto affetto. Non ho perso nemmeno un frequentatore», racconta la titolare circondata dall’affetto delle sue clienti che - in segno di amicizia - hanno deciso di organizzare per lei una minifesta solidale. Il pranzo sarà domenica al maneggio; chi vuole può partecipare.

La struttura equestre di Simona Bellumori - 28 anni, capalbiese - è finita sotto i riflettori per un v ideo mandato in onda dalla trasmissione Striscia la Notizia nel quale si vedeva la titolare avallare il comportamento di una giovane amazzone che - disarcionata da un pony che si era rifiutato di saltare un ostacolo - lo colpiva con un frustino per 13 volte.

Per Simona, che al microfono del giornalista di Striscia Edoardo Stoppa ha ammesso l’errore dichiarando però che è stato un episodio isolato arrivato dopo che la cavalla Domitilla aveva gettato a terra altre volte la ragazzina, è iniziato «un inferno, un incubo. Sono convinta che quel video voglia colpire me e non tutelare il cavallo», dice lei.

Il video tra l’altro non è recente, ma risale ad alcuni anni fa quando la ragazzina che lo montava aveva circa 9 anni. Difficile capire come mai sia stato veicolato solo ora, quali traiettorie abbia imboccato. Fatto sta che - pure dopo vari anni - «da quando le immagini di quelle frustate hanno fatto il giro del web la mia vita è cambiata».

Il maneggio I Poggetti sorge in una zona tranquilla. Non appena arriva al recinto a togliere le copertine ai cavalli, Simona viene accolta da Domitilla, la pony protagonista del video. «Io voglio bene ai miei cavalli - continua Simona - E se anche loro non mi volessero bene non mi verrebbero così intorno. Tanti passi faccio io e tanti ne fanno loro». Riguardo ai fatti immortalati nel video: «In quell’occasione - racconta ancora Simona - avrei dovuto fermare la ragazzina e non avendolo fatto ho sbagliato. Prima che il servizio venisse trasmesso (è stato registrato il 30 gennaio) io mi sono anche autodenunciata».

Bellumori racconta anche l’amore per la sua cavalla personale, Pavoncella, che stava per morire ed è stata salvata per miracolo: non l’ha mai abbandonata. «Non abbiamo mai mandato al macello un cavallo - rincara Bellumori - Anzi, li abbiamo comprati per salvarli proprio da quel destino».

Il maneggio conta 20 cavalli. Un esemplare femmina al momento è a fare l’inseminazione perché nel maneggio si fa anche riproduzione. «I nostri cavalli hanno 40 anni, 35, 25, li trattiamo bene. Ci hanno accusato di maltrattarli e malnutrirli ma chiunque può vedere come stanno». Per questo Simona e il padre Silverio vogliono far visitare gli animali da qualche veterinario che non conoscono, un soggetto terzo e imparziale (anche non della zona) che possa valutare oggettivamente lo stato degli animali. «Anche gli ambientalisti vengano a verificare».

Infine i Bellumori si sono rivolti

a un legale. Vogliono capire perché quel video sia arrivato a Striscia e chi l’abbia mandato. «E chi abbia fatto una cosa simile. Se era per il bene del cavallo, dovevano denunciare subito e non dopo anni». Simona intanto sogna di costruire una nuova scuderia. Ha ottenuto contributi europei.

TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NUOVE OPPORTUNITA' PER CHI AMA SCRIVERE

Servizi, una redazione a disposizione dell'autore