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Ustica, «Finalmente l’autopsia»: dubbi sulla morte di Dettori

Nell’esposto presentato alla Procura i sospetti dei familiari del maresciallo Nuove analisi su un mistero cominciato 37 anni fa con la strage di Ustica

GROSSETO. Sono passate tre settimane da quando i resti di Mario Alberto Dettori sono stati esumati, dopo quasi trent’anni. Era il 30 marzo 1987 quando il maresciallo dell’Aeronautica fu trovato morto, appeso a un albero in una piazzola sulla strada delle Sante Mariae che guarda verso l’Ombrone a Istia. Dettori la notte della strage dell’Itavia era in servizio alla base di Poggio Ballone. Gli occhi fissi sui tracciati radar, quella notte probabilmente vide qualcosa che gli fece dire alla moglie e alla sorella, la mattina successiva alla strage di Ustica, che nel cielo sopra Grosseto «era stata sfiorata la terza guerra mondiale».

Dettori da quella sera non fu più lo stesso. Ma mai - secondo la figlia Barbara - si sarebbe ucciso. E infatti, proprio sulla base dell’esposto presentato dalla donna, la Procura ha deciso di riaprire un caso che altro non è se non uno dei più grandi misteri d’Italia.

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I resti del maresciallo sono all’istituto di medicina legale dell’università di Siena dove verranno analizzati. A distanza di trent’anni si cerca quello che allora, nel 1987, non fu ritenuto importante sapere. Ovvero se Dettori si sia ucciso o se invece dietro alla sua morte si nasconda altro. Barbara Dettori, la figlia del maresciallo, ha presentato un esposto ai magistrati di via Monterosa, insieme all’associazione antimafia Rita Atria. Nell’esposto c’è semplicemente scritto che trent’anni fa, quando Dettori fu trovato morto, non fu disposta l’autopsia. Il procuratore capo Raffaella Capasso ha deciso di riaprire il caso. Con lei lavora a questo caso anche il sostituto Maria Navarro.

La figlia di Mario Alberto ancora non è stata sentita dai carabinieri, ai quali sono state affidate le indagini. «Sono davvero contenta della decisione della Procura - dice Barbara Dettori - Hanno preso in considerazione le nostre istanze, anche se sono passati trent’anni dalla morte di mio padre. Sono sempre stata convinta che non si sarebbe mai ucciso e anche oggi penso la stessa cosa». Ora però sarà necessario aspettare i risultati delle analisi del medico legale Mario Gabbrielli che ha portato all’istituto senese i resti del maresciallo. Resti che potrebbero dare delle risposte, tra un paio di mesi. Poi, probabilmente, la Procura sentirà chi c’era quella notte a Poggio Ballone, dove già nei giorni dopo la morte di Dettori, in molti nutrivano dubbi sul fatto che il maresciallo si fosse ucciso.

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