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Le svuota la cassaforte dopo aver finto di conoscere la figlia - Video

Grosseto, la vittima si è accorta del furto dopo tre giorni: «Mi hanno portato via tutto, l’oro e i ricordi di una vita» 

GROSSETO. Quando quella donna le si è parata davanti alla porta di casa, chiedendole di entrare perché aveva bisogno di parlare con lei, ha creduto che davvero fosse amica di sua figlia. Si era presentata dicendo di chiamarsi Paola, spiegando che anche lei come la figlia di Bianca lavorava alla Coop e abitava in uno dei palazzi di via Unione Sovietica. Bianca Maria l’ha fatta accomodare e ha cominciato ad ascoltare la storia che la donna le voleva raccontare: il marito l’aveva tradita con una straniera, era stata lei a trovarli a letto insieme. «Continuava a parlare e a raccontarmi cose che non mi interessavano - dice Bianca Maria Orzella - ma mi chiedeva di ascoltarla perché aveva bisogno di un consiglio. Mi diceva che siccome ero più anziana di me si fidava e io ci sono cascata».

VIDEO. La rabbia della donna truffata

Si finge amica della figlia: via 50mila euro di gioielli. La donna: "Che Dio li castighi" La rabbia e lo sfogo di Bianca Maria, che si è accorta del furto tre giorni dopo: "C'erano tutti i miei ricordi. Ecco come mi hanno truffata" - L'ARTICOLO

Bianca Maria vive sola nel suo appartamento in via Unione Sovietica dove ha una cassaforte. La chiave è appesa al mazzo, insieme a quella di casa. Giovedì scorso era a casa quando la donna che ha detto di chiamarsi Paola le ha suonato il campanello. Bianca si ricorda di aver chiuso la porta dietro le sue spalle: ma qualcun altro è riuscito a entrare nell’appartamento. «Mi ha chiesto di uscire con lei sul terrazzo - dice ancora la settantanovenne - perché non riusciva più a stare in casa. Dev’essere stato allora che è entrato il suo complice. Io non mi sono accorta di nulla, non ho visto nessuna. Dopo un po’ lei mi ha salutata e se n’è andata».

Bianca Maria ha dato un’occhiata nella stanza dove c’è la cassaforte, ma era tutto in ordine. Lo sportello era chiuso regolarmente. Ha chiamato i carabinieri e ha raccontato loro quello che era appena successo. «Mi hanno detto che ero stata fortunata - aggiunge - perché non avevano portato via nulla ma hanno comunque mandato una pattuglia che è rimasta un bel po’ sotto il palazzo». Sembrava che il tentativo della donna piombata nell’appartamento dell’anziana fosse andato a vuoto.

Invece, la brutta sorpresa è arrivata domenica quando Bianca Maria ha aperto la cassaforte. «Dovevo prendere dei soldi - dice - Era stata svuotata. Dentro c’erano 200 euro in contanti e tutti i gioielli miei e di mia figlia. I ricordi di una vita, c’era anche la medaglia per i 40 anni di lavoro di mio padre, con il suo nome inciso». Ricordi e gioielli di famiglia, per un valore totale di circa 50.000 euro.

La donna ieri è tornata in Questura e ha sporto denuncia raccontando tutto quello che le era successo. «Non riesco a darmi pace - dice ancora - Quella donna era vestita bene, aveva un cappottino nero addosso e un cappellino di lana in testa. Parlava con un lieve accento, mi sembrava abruzzese».

Bianca Maria ha fatto una descrizione minuziosa ai poliziotti. «Vorrei solo che mi restituissero le mie cose - dice - è da vigliacchi comportarsi così. Io non me lo sarei mai creduto: tra quelle cose c’erano i ricordi di una vita. Non è giusto che succedano queste cose». La settantanovenne lancia anche un appello ai malviventi. «Sono sicura però - dice - che non lo raccoglieranno. Non abbiamo più nulla, ma soprattutto non abbiamo più i nostri ricordi».

 

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