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L’utopia di David in mostra a Roma

Si inaugura dopodomani al Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari l’esposizione dedicata a Lazzaretti

ARCIDOSSO. Finalmente ci siamo, i cimeli del profeta dell’Amiata, David Lazzaretti, per la prima volta in esposizione a Roma, al Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari. Un evento dal titolo “David Lazzaretti, il Messia del Monte Amiata. Cimeli lazzarettisti nel museo nazionale delle arti e tradizioni popolari”, grazie a un tesoro spuntato, per una serie di favorevoli coincidenze, da una vecchia cassa nei magazzini del museo, ritrovata dal cantautore Simone Cristicchi: i paramenti di David, gli stendardi, gli abiti e gli oggetti dei seguaci, utilizzati nell’ultima fatale processione del 18 agosto 1878, in cui venne ucciso.

L’esposizione, che comprende anche documenti d’archivio, editi e manoscritti, è arricchita dai filmati inediti di Andrea Cocchi che ha ripreso con un drone il paesaggio di Monte Labro dove la vicenda dei lazzarettisti si svolse e da molti oggetti provenienti dal Museo Lazzaretti di Arcidosso, grazie alla collaborazione fondamentale del Comune di Arcidosso. L’inaugurazione è giovedì 16 febbraio alle 16,30.

Un’operazione di grande spessore, a cui ha dato un input fondamentale Cristicchi, che sulla figura del messia dell’Amiata ha scritto un libro uscito per Mondadori e che sta portando nei teatri italiani, con grandissimo successo di pubblico, la storia di questo barrocciaio amiatino che i seguaci pensavano fosse “il secondo figlio di Dio” e che predicava uguaglianza e giustizia, suscitando con il suo messaggio la reazione della Chiesa e dello Stato. Un messaggio che gli costò la vita. Lo uccise una pallottola in fronte sparata da un carabiniere.

«L’emozione, per chi come me ha David nel cuore, è enorme – commenta Cristicchi –. Sono orgoglioso di essere riuscito in questa impresa: lo devo a Lazzaretti, ai suoi seguaci, alla gente che lo ha amato e continua ad amarlo».

«Per contestualizzare tutto il materiale – spiega Marisa Iori, funzionaria del museo romano diretto da Leandro Ventura – proietteremo il filmato di Cocchi durante la mostra».

«Per Arcidosso – dice l’assessore alla cultura di Arcidosso, Adriano Crescenzi – è una grande occasione per far conoscere la storia di David e il mondo arcidossino. Siamo contentissimi che l’operazione abbia trovato una sinergia costruttiva che si è concretizzata nella mostra. Noi, da Arcidosso abbiamo inviato cinquanta reperti: lettere autografe di David, due vesti indossate nella processione dai seguaci, il bastone e l’orologio a cipolla del profeta, un ferro per marchiare il bestiame col segno delle due C, la croce, libri d’epoca, pannelli per i progetti della Torre e dell’eremo e il grande quadro della Madonna delle Conferenza, un olio su tavola».

La mostra rimarrà

aperta fino al 21 maggio e in occasione della chiusura Cristicchi rappresenterà il suo spettacolo “ Il secondo figlio di Dio. Vita morte e misteri di David Lazzaretti l’ultimo eretico”. A quel punto la mostra, con tutti gli oggetti sarà trasferita ad Arcidosso nel castello Aldobrandesco.

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