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Rapine, furti, aggressioni e pestaggi: arrestati due giovani dopo 48 ore di raid

Hanno picchiato un passante, ne hanno ferito un altro, ricoverato con trauma cranico e dieci dita fratturate. Poi sono entrati in una scuola per rubare e infine hanno portato via il cellulare a un sedicenne

GROSSETO. Per due giorni hanno tenuto sotto scacco una parte della città. Per due giorni hanno terrorizzato tre persone che sono capitate loro a tiro: due uomini, vicino all’argine dell’Ombrone e un ragazzino di appena sedici anni incrociato in via Fattori. L’unico a non essere stato picchiato: gli altri due sono stati presi a colpi di catena e a sprangate. Scene da Arancia meccanica, avvenute per strada, di sera e nemmeno troppo tardi.

La notte brava di Sahbi Talbi, diciottenne di origini tunisine e di Adel Gasmi che di anni ne ha 25 è cominciata giovedì 26 gennaio poco dopo le 23 in via Cherubini. I due hanno incrociato un uomo che stava portando fuori il cane: volevano rapinarlo e lo hanno aggredito con spranghe e catene. Non hanno potuto portare via nulla all’uomo e hanno anche dovuto smettere di picchiarlo perché è arrivata un’auto che li ha illuminati con i fari.

Non si sono dati per vinti, però e appena fatti pochi metri, una volta arrivati in via Spontini, si sono imbattuti in un altro uomo: è stato lui ad avere la peggio, riportando un trauma cranico e la frattura di tutte le dita di entrambe le mani. È stato un pestaggio selvaggio, quello fatto dai due ragazzi. Un pestaggio che è servito loro per portare via all’uomo un borsello dove c’erano alcuni documenti. Ma soldi non ne hanno trovati. Anche quel colpo era andato a vuoto: l’uomo che era stato colpito con le catene è andato all’ospedale e ha avvertito i carabinieri.

Alle 23.50 uno dei due, Sahbi Talbi, è stato trovato dai carabinieri nella scuola materna comunale di via Giordano, “Le Margherite”. È stato sorpreso dagli stessi militari del Radiomobile, che avevano ricevuto la segnalazione di un abitante della zona. Con lui c’era un altro uomo. I carabinieri stanno svolgendo indagini per capire se si trattasse, come pare, di Gasmi. Avevano lasciato il cancello aperto ed erano riusciti a entrare dopo aver rotto il vetro di una porta posteriore, avevano frugato negli armadi e nei cassetti delle scrivanie degli uffici, negli armadietti del personale, aprendo anche i borselli.

Quando la pattuglia ha intimato l’alt, i due sono scappati verso via Adige. L’appuntato a piedi, il brigadiere con l’auto di servizio per tagliargli la strada. Lungo la via, uno dei due si era sfilato il giubbotto per reinfilarselo capovolto. Poi la fuga era continuata verso via Scansanese, ancora via Adige, infine verso via Fossombroni: qui i due militari erano riusciti a bloccare Talbi, mentre l’altro si era infilato per le vie del centro. Dopo l’arresto e l’udienza di convalida (è il 27 gennaio), il diciottenne è uscito dal carcere e ha raggiunto di nuovo il suo amico.

Era mezzogiorno quando è stato rilasciato ma alle 17 è entrato di nuovo in azione: in via Fattori, insieme al suo complice, ha bloccato un sedicenne, lo ha minacciato e si è fatto consegnare il telefono cellulare. Il ragazzino, spaventatissimo, ha chiesto aiuto ai carabinieri e i militari del norm insieme a quelli della compagnia si sono messi sulle tracce dei due.

Non c’è stato bisogno né di percorrere troppi chilometri, né di perdere tempo: i due sono stati trovati alla stazione, sabato pomeriggio, insieme ad altri uomini. Non sono in regola con il permesso di soggiorno e gravitano nel mondo dello spaccio grossetano: i militari li conoscevano già e le tre persone che erano state rapinate nei giorni precedenti avevano

fornito una descrizione molto precisa dei due uomini. I militari avevano un identikit preciso e li hanno sottoposti a un fermo di polizia giudiziaria. Da sabato pomeriggio sono nel carcere di via Saffi in attesa dell’udienza di convalida che si svolgerà in questi giorni.
 

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