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Le case a 1 euro di Montieri piacciono anche in Giappone

Il canale televisivo Tv Tokyo ha contattato il sindaco per realizzare un servizio. Intanto un montierino ha acquistato un’abitazione in centro per 10.000 euro

MONTIERI. «Un progetto economico encomiabile». Il messaggio arriva dal Sol Levante e per Montieri è una vera e propria soddisfazione. Il canale televisivo Tv Tokyo, tra i più seguiti in Giappone, ha scritto direttamente all’indirizzo e-mail del sindaco Nicola Verruzzi, chiedendo di poter approfondire durante una trasmissione il progetto sponsorizzato dall’amministrazione comunale per vendere le vecchie abitazioni abbandonate del borgo a prezzi simbolici, ad esempio ad un euro.

“Il paese dove le case costano quanto un caffè”: titolavano i giornali nazionali ad inizio anno, quando la novità venne resa nota, catturando subito l'attenzione generale. Da quel giorno in avanti è stato un crescendo, tanto che il progetto ha trovato risalto anche in altri Paesi europei, come Germania e Polonia, fino ad arrivare adesso nell'estremo Oriente. Perché oltre al Giappone, ha mostrato un certo interesse anche la Cina, con cui partirà un dialogo all’inizio del prossimo anno. «Siamo felici che l’idea abbia portato Montieri all'attenzione di grandi Paesi» dice Verruzzi, che in realtà è felice anche perché il Comune, come garante, è riuscito già a chiudere qualche trattativa in questo senso.

Sono state vendute tre o quattro case nel centro storico seguendo i criteri del progetto. L’affare non è stato chiuso proprio a un euro, perché il senso è quello di dare una cifra simbolica, ma comunque a prezzi molto vantaggiosi, quasi irrisori se pensiamo che parliamo di un'abitazione.

Ad esempio, ad acquistare una casa nel cuore del borgo è stato un montierino stesso, che ha pagato l’appartamento circa 10.000 euro, pronto a ristrutturarlo e a metterlo a nuovo. Il senso dell’iniziativa dell’amministrazione del resto era proprio questa: recuperare quegli appartamenti abbandonati dai legittimi proprietari, che magari si sono ritrovati gli immobili in eredità pur abitando altrove, in modo che possano essere messi a norma.

I proprietari delle case in questione, del resto, non spenderebbero mai dei soldi per una manutenzione di cui non godrebbero i frutti. Toccherebbe al Comune obbligarli attraverso ordinanze, ma questo percorso darebbe il via a iter molto lunghi e altrettanto complicati. Meglio venderli a pochi spicci quindi, così che i proprietari possano liberarsene una volta per tutte senza dover pensare alla messa in sicurezza (che altrimenti gli spetterebbe attraverso le ordinanze), dandoli in mano a chi ha intenzione di costruirci la propria casa. In questo senso ad aver un po' deluso è stato il mercato privato nostrano, rimasto indifferente di fronte all’iniziativa.

Una visione diametralmente opposta a quella avuta all'estero, dove oltre ai canali media si sono interessati anche gli esperti del settore immobiliare, vedendo una grande occasione nella vendita di case a basso costo nel cuore della romantica Toscana, meta prediletta per molti stranieri. Germania e Polonia, ad esempio tra i

primi Paesi a farsi sentire da Verruzzi per poter approfondire il discorso.

E ora anche Cina e Giappone, con cui l’amministrazione instaurerà un dialogo nella speranza di concludere qualche affare. Ma intanto, c’è la soddisfazione di aver presentato Montieri agli occhi del pianeta.

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