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La vittoria di Pirro sul Monte Amiata

Pro riforme cinque Comuni su otto: nel No che passa a Santa Fiora ha giocato un ruolo la geotermia

MONTE AMIATA. Nei sette Comuni dell’Amiata grossetana ha la meglio il sì, ma è una vittoria di Pirro per il comitato pro riforme che soprattutto negli ultimi giorni a ridosso del referendum ha moltiplicato gli incontri con l’obiettivo di sfondare.

Degli otto Comuni che fanno parte dell'Amiata grossetana, dunque, cinque dicono sì e tre optano per il no. Spicca, fra gli altri, Castell'Azzara col 57,54% di sì, a fronte del 42, 46% di no. Ma il sindaco Fosco Fortunati che ha sempre dichiarato apertamente di essere un sostenitore della riforma costituzionale proposta da Boschi-Renzi, sbotta: «Purtroppo ha vinto il no. E se siamo fieri di aver fatto risultato a Castell’Azzara, ci sta travolgendo un quadro fatto di incognite e costellato da personaggi che, lo dichiaro senza peli sulla lingua, mi fanno paura».

A Castel del Piano il sì vince di misura con 50,83% sì e 49,17% no. Il sindaco Claudio Franci è, come il collega Fortunati, attonito: «Sono molto preoccupato - dice - perché questo voto non ci lascia al momento spiragli positivi".

Anche a Cinigiano vince il sì con un bello scarto sul no: 55,61% il sì contro il 44,39% di no. Anche a Semproniano il risultato è netto: 53% sì e 47% no. A Seggiano il sì scavalca il no: 51,06% contro 48,94%.

I Comuni in cui, invece, ha prevalso il no sono Arcidosso, Santa Fiora e Roccalbegna. Quest'ultimo borgo, unico di centro destra ha avuto il 42,6% di sì e il 57,4% di no. «Io non mi ero proprio espresso- commenta il sindaco Massimo Galli - lasciando ai miei concittadini piena libertà di coscienza. Posso solo dire che nelle frazioni di Vallerona e Cana Ha prevalso il sì e a Roccalbegna e Santa Caterina, il no».

Anche nei paesi di Arcidosso e Santa Fiora ha vinto il no: 45, 89% di sì ad Arcidosso dove i no sono arrivati al 54,11%. E a Santa Fiora 46,84% di sì contro il 53,16% di no. In questi due casi, presumibilmente ha giocato un ruolo la questione

geotermia, perché molta parte della campagna referendaria è passata per l'avvertimento che se avesse vinto il sì tutte le competenze in fatto energetico sarebbero passate allo stato. Su questo si sono scatenati i social, con il pressing del M5s e del comitato per il no.

Fiora Bonelli

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