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In 87 contro Scarlino Energia Ecco quattro nuovi periti

GROSSETO. L’inceneritore di Scarlino ha inquinato? Il danno alla salute lamentato da 87 persone, che nel 2012 si sono rivolte al giudice perché riconosca loro un risarcimento, è stato provocato dalle...

GROSSETO. L’inceneritore di Scarlino ha inquinato? Il danno alla salute lamentato da 87 persone, che nel 2012 si sono rivolte al giudice perché riconosca loro un risarcimento, è stato provocato dalle emissioni in atmosfera dei fumi derivati dall’incenerimento dei rifiuti nell’impianto di Scarlino Energia?

Alla domanda sono chiamati a rispondere quattro periti nominati dal Tribunale di Grosseto dopo che il precedente perito, la professoressa Maria Triassi dell’università Federico II di Napoli, ...

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GROSSETO. L’inceneritore di Scarlino ha inquinato? Il danno alla salute lamentato da 87 persone, che nel 2012 si sono rivolte al giudice perché riconosca loro un risarcimento, è stato provocato dalle emissioni in atmosfera dei fumi derivati dall’incenerimento dei rifiuti nell’impianto di Scarlino Energia?

Alla domanda sono chiamati a rispondere quattro periti nominati dal Tribunale di Grosseto dopo che il precedente perito, la professoressa Maria Triassi dell’università Federico II di Napoli, era stata rimossa.

I nuovi periti del Tribunale nominati dalla giudice Giulia Conte sono il professore Alessio Ceccarini, l’ingegnere Paolo Grandinetti, il professore Renato Iannelli, e il dottore Gregorio Lorpieno, quest’ultimo ausiliario del collegio per gli aspetti medici.

La parte attrice, cioè gli 87 soggetti che chiedono i danni, assistiti dall’avvocato Roberto Fazzi, sono l’ingegnere Vincenzo Annino, il dottore Roberto Barocci, il dottore Valerio Gennaro.

La Scarlino Energia, assistita dall’avvocato Alessandro Antichi, ha come periti il professore Michele Giugliano, il dottore Amedeo Zappi, il professore Vito Foà, l'ingegnere Carlo Zocchetti.

La giudice pone al collegio peritale il medesimo quesito al quale era chiamata a rispondere la professoressa Triassi la quale, a suo tempo, escluse danni alla salute. Triassi fu poi rimossa lo scorso luglio per «pregiudizi incompatibili col suo ruolo».

Il quesito è se le immissioni dell’inceneritore siano pericolose per salute delle persone e per la salubrità dei loro immobili e se esistano particolari accorgimenti per attenuarle.

Ieri in tribunale a Grosseto c’è stata anche la prima riunione dell’intero collegio dei periti ed è stato stilato il programma dei lavori.

L’inceneritore è chiuso dal gennaio 2015 dopo la sentenza del Consiglio di Stato. Per i giudici romani non era stato valutato l’inquinamento esistente nel luogo in cui sorge, avvelenato da decenni dall’arsenico, e l’impatto dell’impianto.

Le prossime tappe del lavoro sono, adesso, l’acquisizione di documenti presso gli enti di vigilanza e controllo e la valutazione dei dati.

Il 20 dicembre, quindi, alle 10 si svolgerà il primo sopralluogo dei periti sull’inceneritore. La prossima udienza della causa è stata fissata fra tre mesi, a febbraio 2017. (f.f.)

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