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Fuoco minaccia il paese: 5 ore di paura

Fiamme alle porte di Selvena: quattro elicotteri in azione, creata una vasca per attingere acqua, evacuati gli animali

SELVENA. La montagna brucia ancora. Dopo Monte Labro e Poggio La Bella, gli ultimi due incendi di vaste proporzioni verificatisi in Amiata, ieri, nel primissimo pomeriggio, il fuoco ha colpito la zona di Selvena, frazione di Castell’Azzara.

Un incendio da subito visibile dal paese e localizzabile proprio sotto il cimitero del borgo, vicino alle abitazioni. Un “incendio d’interfaccia”, così si chiama quello che interessa quelle porzioni del territorio comunale nelle quali l’interconnessione fra strutture antropiche e aree naturali è molto stretta, luoghi geografici dove il sistema urbano e quello rurale si incontrano e interagiscono.

La prima segnalazione di incendio è arrivata alla sala operativa del servizio regionale antincendi boschivi alle 14,39. Sono state subito attivate la squadra Aib Unione Comuni Amiata e la squadra dei vigili del fuoco e nominato direttore delle operazioni di spegnimento Davide Grimaldi dell’Unione dei Comuni Colline metallifere che ha coordinato le squadre a terra e le operazioni di lancio di mezzi aerei: tre elicotteri regionali (EliGrosseto, EliSiena e EliArezzo) e un elicottero della forza aerea della Protezione civile nazionale giunto da Viterbo. Poi, poco dopo, sono arrivate sul posto altre squadre Aib dell’Unione Comuni del Fiora e altre squadre dei vigili del fuoco.

Intanto la paura ha colto gli abitanti di Selvena per le fiamme alte, il fumo denso e la rapidità del fuoco di espandersi verso l’abitato, date le temperature elevate e il vento che tirava proprio dalla parte delle abitazioni, distanti dall’incendio circa 150 metri.

La difficoltà maggiore è stata quella di rifornirsi di acqua e inizialmente gli elicotteri sono andati e venuti da corsi d’acqua non vicinissimi a Selvena.

Poi la decisione di creare una sorta di piscina vicina al paese che ha garantito agli elicotteri una maggiore celerità ed efficacia. In un batter d’occhio, gli operai forestali hanno creato vicino al paese una vasca molto grande che è stata riempita di acqua, in modo tale che gli elicotteri potessero in modo veloce riempire i secchi e andare a versarli sul fuoco.

Nonostante il grande dispiegamento di forze in campo, e gli interventi sia da terra che dal cielo, il fuoco è arrivato molto vicino alle prime case dell’abitato.

Alcuni residenti si sono precipitati nei capanni che possiedono nei terreni adiacenti a quelli interesstai dall’incendio per mettere in salvo gli animali, in particolare conigli e polli.

Poco dopo le 19, gli operatori sono riusciti a domare e mettere sotto controllo il fuoco. Sul posto sono giunte anche squadre di volontari arrivate pure da fuori provincia a supporto delle squadre Aib che, sotto la direzione di Grimaldi e altri direttori delle operazioni di spegnimento dell’Unione delle colline metallifere, si sono alternate durante tutta la notte per bonificare la zona.

A un primo esame, pare che il fuoco sia partito dalla zona del pozzo Torino, un vecchio pozzo della miniera del Morone, poi si è diretto verso Poggio la Vecchia e la zona di Parco Verde. Il punto da cui il fuoco si è

dapprima sprigionato si trova vicino a un uliveto, ma la zona interessata dall’incendio è costituita da arbusti alberi e sterpaglie. Sono bruciati circa 5, 6 ettari di bosco, e solo l’efficienza dei vigili del fuoco e degli operatori Aib ha impedito alle fiamme di arrivare a lambire le case.

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