Quotidiani locali

Indignazione, poi cautela e alla fine un caso politico

Le immagini girate dalle “Iene maremmane” richiamano tanta gente in spiaggia. Molti sono furiosi, la destra rilancia le accuse, il vicesindaco convoca gli avvocati

GROSSETO. Annunciato con un breve filmato girato mentre gli autori sono in macchina per Marina di Grosseto («Ci hanno chiamati per una news importantissima, fra pochino vedrete un video veramente sconvolgente») il video delle “iene maremmane” sull’idrovora di Marina di Grosseto mostra una sostanza melmosa nera sparata da un grosso tubo montato su un ponteggio, ben visibile sulla spiaggia a ridosso del porto.

leggi anche:

Postato su Facebook alle 18.45 di venerdì 22 aprile, ieri sera intorno alle 20 registrava migliaia di visualizzazioni e un numero impressionante di condivisioni. Un fenomeno virale, alimentato dall’indignazione che si rovescia su Facebook con centinaia di commenti.

Del resto Lorenzo Mancineschi e Davide Rossi, le “iene maremmane”, autori del video, non usano mezzi termini. «Residui di grasso, residui di benzine», «Questo video qui farà il giro e vi sputtaneremo», «Questo è danno ambientale», «Stanno distruggendo il nostro continente», dice Lorenzo mentre Davide lo riprende vicino a una delle due pozzanghere ai piedi dell’idrovora.

leggi anche:

Gli utenti Facebook guardano, condividono, commentano, insultano (il porto, gli amministratori e le autorità preposte ai controlli). E alcuni si spingono oltre. A Marina arrivano telefonate da tutta Italia di gente che da sempre viene per le vacanze e ora è preoccupata, non sa che fare oppure ha già deciso: vuole disdire.

Altri si infilano le scarpe e vanno a vedere con i loro occhi. C’è una signora di Sassuolo, che viene qua al campeggio «da 40 anni», dice. Ma ora è preoccupata. Un signore dice di essere arrivato da Torino per vedere il posto dove pensava di passare le vacanze. «Non so che fare?».

leggi anche:

Non sono passate nemmeno ventiquattr’ore da quando il video è stato postato, non c’è nessuna certezza, nessuna analisi che si tratti di materiale pericoloso, inquinante o in qualche modo fuori regola. «Ma tanto chi te lo dice che i controlli sono fatti bene?», dice un signore di origini calabresi da anni in Maremma.

Il seme del dubbio è gettato e nessun effetto sortisce il racconto di chi a Marina ci è nato e cresciuto e quelle idrovore le ha viste sempre in funzione. Né paiono rassicuranti le parole della guardia costiera e dell’Arpat.

Prima ancora che sia appurato davvero un eventuale danno ambientale (solo le analisi della sabbia, i cui risultati sono attesi fra un mese, possono dirlo), il danno d’immagine è fatto e fa infuriare, oltre al titolare del porto, anche amministratori e candidati a sindaco.

D’altro canto, altre forze politiche avallano la denuncia e la rilanciano.

Il consigliere di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi, ad esempio, condivide il video su Fb con un commento: «Sono senza parole.... Anzi le ho, ma è meglio se me le tengo per me... #salviamoilmarenostrum?».

Il vicesindaco Paolo Borghi, al contrario, annuncia anche lui su Facebook: «Martedì chiederò all’avvocato del Comune di valutare se vi sono gli estremi per procedere a livello legale. Tanto ci vuole per costruire e nulla per distruggere».

Il candidato sindaco di centrosinistra, Lorenzo Mascagni (Pd), definisce in una nota le “iene maremmane” «imitatori politicizzati delle più famose Iene di Mediaset», parla di «bufala» e di «notizia “a vista” senza verifiche, non vera» e critica Rossi. «Il buon giornalista – dice Mascagni – verifica sempre (prima e non dopo) le notizie che divulga. A Grosseto imitatori delle Iene (giornalisti?) hanno realizzato un filmato affermando che il dragaggio da anni effettuato nel canale San Rocco sparge inquinanti sulle nostre spiagge. I lavori sono da sempre effettuati sotto un accurato controllo dell’Arpat. Il buon politico controlla sempre le sue denunce ed evita di cavalcare informazioni scarsamente attendibili... Se poi di mestiere fa anche l’avvocato è doppiamente responsabile di contribuire a diffondere allarmi non verificati». Poi, rivolto a Rossi, «il vostro stile di difendere Marina, il turismo, l’economia del mare – dice – dovreste spiegarlo a tutti i balneari e gli operatori economici. I vostri allarmi sono stati diffusi a livello nazionale. Chi pagherà il danno? A volte l’apparenza può ingannare, ma la vostra non è ingenuità».

Il parlamentare del Movimento 5 Stelle Angelo Tofalo, invece, condivide il video su Facebook e parla di «emergenza ambientale a Marina di Grosseto», annunciando una interpellanza in Aula.

Anche il leader del M5s, Beppe Grillo, lancia l’allarme sul suo profilo Facebook. Ma poi cancella il post. E il candidato pentastellato a sindaco di Grosseto, Giacomo Gori, sempre su Facebook, invita alla prudenza.

Dal pomeriggio di ieri, infatti, dopo che sono uscite le prime smentite da parte della guardia costiera e dell’Arpat, alcuni siti specializzati come bufale.net e butac.it hanno invitato a usare la massima prudenza. Anche in questo caso i link agli articoli sono stati postati sotto il video. E i commenti hanno cominciato a cambiare tenore.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro