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Il presidente della Regione: "Solo sciacallaggio, sentirò gli avvocati"

Enrico Rossi difende il mare di Marina di Grosseto e promette di venirci da bagnante

FIRENZE. “Più che a iene maremmane per il momento mi pare siamo di fronte ad un episodio di sciacallaggio, ovvero ad una assoluta mancanza di scrupoli nella diffusione di notizie, indiscrezioni e giudizi, volti a screditare o calunniare, un'operazione che ha fatto molti danni e rispetto alla quale non si può restare indifferenti. Chiederò all'avvocatura regionale di verificare se ci sono le condizioni per adire le vie legali nei confronti di coloro che hanno procurato un allarme che nuoce alla costa grossetana e all'industria del turismo”.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, prende una posizione netta sulla denuncia lanciata dalle “iene maremmane” Lorenzo Mancineschi e Davide Rossi di un presunto inquinamento a Marina di Grosseto provocato dal materiale che esce dall’idrovora del porto, e che si riversa sulla spiaggia. Un normale ripascimento, secondo la Marina di San Rosso, proprietaria del porto, e secondo Arpat e guardia costiera. Un “disastro ambientale” secondo le Mancineschi e Rossi.

Ieri l’Arpat ha prelevato dei campioni di sabbia per analizzarli; durante il prelievo erano presenti anche guardia costiera, carabinieri e forestale. I risultati si avranno solo fra un mese.

Intanto, però, il governatore Rossi lancia un messaggio di rassicurazione. “Per parte mia _ dice _ ho deciso che nel primo week end libero andrò, da bagnante, a Marina di Grosseto che credo meriti la bandiera blu che ha ricevuto per la qualità delle sue acque e per i servizi che è in grado di offrire ai turisti. E mi auguro che siano in molti a fare la stessa cosa”.

Il presidente ha poi sottolineato come le idrovore nel porto di Marina di Grosseto sono autorizzate da numerosi anni e la loro azione è da tempo all'attenzione degli organi di controllo. L'Arpat in passato ha effettuato numerose analisi dei materiali movimentati senza che emergessero parametri di inquinamento superiori alle norme.

“Mentre chiunque – conclude Rossi – può lanciare allarmi senza sottoporre a verifica le proprie affermazioni, noi invece le verifiche siamo tenuti a compierle. E così faremo, come del resto è già stato fatto in precedenza, senza rilevare tracce di inquinanti, attraverso l'Arpat. I materiali prelevati ieri verranno sottoposti ad analisi, e i risultati saranno resi noti non appena possibile. Così come le modalità della movimentazione delle sabbie del fondale e la corretta localizzazione delle idrovore continueranno ad

essere tenuti sotto controllo dall'organismo di vigilanza, cioè dalla locale Capitaneria di porto. Intanto il danno d'immagine è stato fatto, ma la Regione farà ciò che serve per restituire tutta intera a questa porzione di costa la credibilità che si è meritata negli anni”.

 

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