Quotidiani locali

Botti, fuochi e petardi Ecco la mappa dei divieti

Quattro Comuni su 28 dicono no a razzi e mortaretti per salutare il nuovo anno Cinque sindaci amiatini, sulla scia di Roccastrada, fanno “appello” alla prudenza

GROSSETO. Botti, petardi, castagnole e altri piccoli grandi “fuochi” pirotecnici. Se l’attrattiva che esercitano è formidabile, con l’avvicinarsi del Capodanno vi sono alcuni luoghi in cui controlli e ordinanze di divieto ne limitano sempre di più le performances. In questi giorni a Grosseto è scoppiato “non” un petardo ma un caso quando la polizia municipale ha scoperto e multato due ragazzini di 12 e 13 anni, sorpresi a far scintille petardi in piazza Barsanti. I controlli si sono anche concentrati sulle rivendite. Tra supermercati, edicole, tabaccherie o altri esercizi commerciali, sono in corso verifiche degli agenti per capire chi abbia venduto i petardi ai minori.

Ma tra comuni che vietano e altri no, qual è la mappa dei bòtti in Maremma? Se nel territorio c’è chi ha detto un no secco (pochi), c’è chi (la maggior parte) li consente e chi ha invece scelto una via di mezzo invitando i potenziali fruitori a cautela e prudenza.

Grosseto è uno dei capoluoghi di provincia toscani (insieme a Lucca, Pistoia e Siena) che ha vietato i bòtti nell’intero territorio comunale: il regolamento di polizia municipale parla chiaro. Pugno duro come linea preventiva.

Idem a Santa Fiora: anche il Comune governato da Federico Balocchi ha partorito un’ordinanza che vieta l'utilizzo di petardi e artifici pirotecnici nel territorio comunale, dalle ore 8 di ieri alle ore 20 di domani. Per certi versi un po’ meno inflessibile è il sindaco di Arcidosso Jacopo Marini: anche lui ha emesso un’ordinanza che vieta petardi e artifici pirotecnici, ma dalle 8 di oggi alle 8 di domani (dunque un giorno in meno). L’ordinanza vale per i luoghi pubblici nei centri abitati e non per le aree private che devono, comunque, essere debitamente custodite.

Allo sparuto elenco dei Comuni maremmani che hanno emesso il divieto si aggiunge Capalbio. «Ho preso questa decisione - dice il sindaco Bellumori - in seguito alle decine di segnalazioni arrivate attraverso mail, messaggi e chiamate. Abbiamo anche preso in considerazione una generale e accresciuta sensibilità da parte della cittadinanza sulla questione. Gli animali, in special modo i cani di qualsiasi razza e dimensione, impazziscono e vengono traumatizzati». Bellumori sa che la sua decisione non risolverà il problema perché ci sono molte feste i campagna e nei circoli dov’è difficile fare i controlli. «Ma auspico buon senso: si può festeggiare anche senza provocare sofferenze alle centinaia di animali da compagnia che sono parte di numerose famiglie locali e vacanzieri».

Follonica segue una strada particolare: no ai botti ma solo nelle strade interessate alle feste. E solo il 31 dicembre.

Fin qui i divieti. CI sono poi le raccomandazioni prudenziali. Come quella di Roccastrada, dove il Comune non vieta nulla ma fa appello alla sensibilità collettiva invitando i cittadini a rispettare il patrimonio pubblico, persone e animali. Su questa linea si insinuano alcuni comuni dell’Amiata che si distinguono dalla linea Balocchi-Marini e privilegiano le raccomandazioni. I sindaci di Castel del Piano, Seggiano, Semproniano, Roccalbegna e Cinigiano invitano i cittadini a tenere un comportamento rispettoso

ed educato verso la comunità. Nessuna ordinanza di divieto che (sono cinvinti) sarebbe di difficile applicazione, ma l’augurio che i bòtti siano limitati e che i festeggiamenti siano occasione di allegria e non di pericolo.

(Hanno collaborato Fiora Bonelli e Ivana Agostini)

TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro