Quotidiani locali

I sindaci non rispondono all’appello

Pochi primi cittadini del Grossetano (solo 3 su 28) all’incontro convocato a Siena dai vertici dell’Asl di Area vasta

GROSSETO. Tutti e 28 sindaci maremmani invitati, solo 3 presenti (Claudio Franci, Marcello Giuntini e Monica Paffetti). In un clima di timorosa attesa sulle sorti della sanità provinciale inglobata nell’Area vasta Grosseto-Siena-Arezzo, si è tenuta lunedì a Siena la conferenza dei servizi convocata da Enrico Desideri, commissario della maxi area Asl Toscana sud, che all’appuntamento aveva formalmente invitato anche i primi cittadini, arrivati però in percentuale risicata. Nessuna sorpresa da parte del sindaco di Capalbio Luigi Bellumori che aveva declinato con un sonoro “no grazie” per il fatto che non vi fosse nell’occasione (per lui e i colleghi) alcuna possibilità di parola, circostanza prevista da Desideri nei successivi incontri zonali. Anche la sindaca di Sorano Benocci aveva detto che non avrebbe partecipato. Altri sindaci (come Bonifazi) dicono invece di aver avuto precedenti impegni; anche se su tutto serpeggia il dubbio di una tacita forma di protesta.

La conferenza di Siena ha riunito amministratori delle tre province, difensore civico regionale, assessore regionale alla sanità e rappresentanti del volontariato: atto conclusivo di tre momenti sviluppati da fine ottobre a oggi. Il primo è stato il 30 ottobre a Grosseto. Il secondo il 26 novembre ad Arezzo dove sono stati messi a punto tavoli tematici: sono scaturite 100 proposte che i professionisti delle tre aziende hanno redatto «per migliorare l’offerta» globale. Ora, nella conferenza senese, Enrico Desideri spiega di aver voluto «fare il punto su programmi da percorrere per rendere omogenei i servizi ai quasi 900 mila abitanti delle tre aree»; e «sintetizzare l’esito di quei tavoli tematici alle associazioni, all’assessore Saccardi, al presidente della terza commissione in consiglio regionale Stefano Scaramelli, ai sindaci e alle tante persone che hanno diritto di essere informate. La giornata era orientata a far conoscere il punto di vista dei professionisti» nella prospettiva di una grande riforma «che migliori i servizi e non razionalizzi con i tagli». Desideri si dice soddisfatto e «di una soddisfazione non di maniera: i nostri 950 professionisti (medici, infermieri, tecnici) hanno fatto un buon lavoro, mettendosi attorno a un tavolo e descrivendo le prospettive, anche le criticità». E il “no grazie” di Bellumori e Benocci? «Apprezzo comunque il gesto - dice Desideri - perché è segno della loro volontà di “partecipazione” di cui mi avvarrò pienamente nelle sedi successive». Per fine gennaio/inizi febbraio - annuncia il commissario - si collocheranno gli incontri con i sindaci delle 4 zone dell’Asl 9 (Grosseto, Amiata, Colline metallifere, Albegna) «che avranno il loro giusto e decoroso spazio. Progressivamente andremo a coprire tutte e 13 le zone delle tre aree Grosseto-Siena-Arezzo», dopodiché si penserà alla conferenza unica che metterà insieme tutti e 103 i sindaci dell’Area vasta.

Luigi Bellumori (sindaco di Capalbio) va giù duro. «Penso che oggi non ci sia spazio per polemiche strumentali. Non sono utili a nessuno né mi interessano. Però l’inizio non è dei migliori e non sono il solo a essere di questo avviso. Comunque ci saranno altri momenti di confronto e di discussione, com’è la rassicurazione pervenuta. Noi aspettiamo senza essere zerbini».

Anche Carla Benocci (sindaca di Sorano) non ha voluto partecipare. «Mi sembrava più un convegno che uno scambio di idee: per questo non ci sono stata. I sindaci volevano essere ascoltati, sono tante le criticità del nostro territorio. Io sono preoccupata degli accorpamenti. Che fine faranno i servizi socio-assistenziali? Omologare noi e altri non sarà facile. Risparmiare su strutture ammnistrative e burocratiche va benissimo, ma i servizi non si tocchino».

Emilio Bonifazi (sindaco di Grosseto) altro assente, motiva l’assenza col fatto «che avevo contemporaneamente convocato l’Autorità idrica toscana, sennò sarei andato. Ho mandato a rappresentarmi Claudio Franci (sindaco di Castel del Piano). Non partecipo alla polemica, getto acqua sul fuoco: ci saranno tanti incontri ancora. Desideri conosce il nostro territorio e senz’altro recupererà queste situazioni polemiche. Stiamo facendo un percorso, e ora è importante trovare forme, soluzioni e modi perché la governace dei sindaci non rimanga fuori».

Claudio Franci oscilla tra speranza, fiducia e timore. «Ci presentiamo all’appuntamento del 1° gennaio 2016 - dice - a testa alta, portando professionalità, conoscenza, qualità ed eccellenza di cui la futura

azienda dovrà tener conto». Preoccupazione è sui Distretti, «sui cui si gioca la vera partita della riforma regionale. Auspico che il sistema sia in grado di produrre una prosposta forte e costruttiva, senza farsi imporre dalla Regione la divisione in ambiti territoriali di riferimento».

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