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Inceneritore di Scarlino: un passo verso la riapertura

La Conferenza dei servizi ha dato l’ok per la Via, i Comuni si sono opposti. Tante le prescrizioni per l’accensione dell’impianto

SCARLINO. Dieci ore di discussione ininterrotta, con momenti aspri di confronto senza mai uscire dai ranghi. Tanto è durata la conferenza dei servizi ieri, martedì 8 settembre, a Firenze con cui è stato dato parere positivo alla Via per l’inceneritore di Scarlino. Parere che ora dovrà essere assunto dalla giunta regionale, trasformando il documento tecnico in un atto politico. Lo stesso che hanno voluto fare i due Comuni di Follonica e Scarlino, dando parere negativo con la richiesta che venisse messo a verbale.

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Oggi, mercoledì 9, intanto tutte le componenti torneranno a sedersi attorno a un tavolo fiorentino, per dare il via alla discussione sull’Aia, l’atra autorizzazione che il Consiglio di Stato ha annullato alla Scarlino Energia a gennaio. Un procedimento, questo, che dovrebbe compiersi in un giorno. E solo a questo punto, la palla passerà al governatore Enrico Rossi e la sua squadra, chiamata a dare l’ultima parola sulla riaccensione dei forni.

La decisione presa ieri comunque fa ben sperare i sessanta operai della società (in cassa integrazione ormai da otto mesi) e con loro i sindacati, da subito schierati con il fronte del Sì. L’Aia (autorizzazione integrata ambientale) è infatti la documentazione conseguenziale alla Via (valutazione d’impatto ambientale), quella su cui le amministrazioni e gli organi di controllo si sono espressi a favore nella prima serata di ieri, dopo un confronto durato l’intera giornata. Tutti i protagonisti del procedimento infatti hanno dato il via ai lavori alle dieci. Attorno al tavolo erano seduti i due Comuni con i rispettivi sindaci (il follonichese Andrea Benini e lo scarlinese Marcello Stella), la Regione, l’Asl e l’Arpat, ognuno con i suoi tecnici. Ora e ore di discussione, fino alla decisione degli ultimi tre di dare parere positivo al procedimento, mentre le due amministrazione del territorio si sono opposte fino all’ultimo. Insieme all’ok, però, sono arrivate anche numerose prescrizioni e raccomandazioni, su cui Firenze assicura vigilerà fino in fondo.

Lo aveva anticipato anche l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni un paio d’ore prima della chiusura della conferenza. «La Regione intende fare la sua parte – assicura - Vogliamo essere protagonisti con tutti i soggetti competenti nel presidio dell’area industriale del Casone, per assicurare la salvaguardia dell’equilibrio ambientale di tutta la zona nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. La Regione, nel rispetto delle proprie competenze, vigilerà con un sistema di monitoraggio e di controllo, costante e rigoroso, e attraverso verifiche periodiche in modo da tutelare un’area particolarmente delicata sul piano ambientale. Faremo accertamenti e comparazioni: il nostro obiettivo è difendere e recuperare il Polo industriale e la Piana in modo da garantire, oggi e in futuro, la salute dei cittadini e assicurare uno sviluppo sostenibile, che tenga conto del patrimonio produttivo del territorio».

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