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Caos Poste Per otto sportelli è doccia fredda

Ufficiale in ferie, al palo i ricorsi di sei Comuni E da ieri nei paesi è scattata la chiusura

GROSSETO. Razionalizzare e chiudere: è la parola d’ordine di Poste italiane. Costi quel che costi. Doccia fredda ieri, lunedì 7 settembre, per gli uffici postali di Roccalbegna e Vallerona, da “razionalizzare”, che sono rimasti chiusi, perché secondo i piani di Poste, il lunedì non è giorno di apertura previsto. Incerta la sorte (ma ormai si pensa e si teme la chiusura) di quello di Santa Caterina (Roccalbegna), Selva (Santa Fiora), Montorgiali (Scansano), Pereta (Magliano), Borgo Carige (Capalbio) e Ravi (Gavorrano).

La sospensiva decretata venerdì dal Tar per un centinaio di comuni toscani e che ha imposto a Poste di non mettere i sigilli a quegli uffici, non ha smosso Poste di un millimetro.

E così mentre quattro Comuni della provincia di Grosseto hanno visto accogliere le loro ragioni e ieri avevano gli uffici aperti (sono Castiglione della Pescaia, Cinigiano, Orbetello e Roccastrada che hanno presentato ricorso rispettivamente per gli uffici postali di Buriano, Monticello Amiata, Talamone e Torniella), i Comuni che per alterne vicende non erano riusciti a entrare nel numero dei fortunati, trattati nella seduta del 3 settembre dal Tar, sono stati colpiti dalla scure inossidabile di Poste italiane.

«È incomprensibile l’atteggiamento arrogante di Poste e il silenzio sulla faccenda del Ministero – commentano il sindaco di Scansano Sabrina Cavezzini e il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli – perché alla prossima udienza del Tar sarà di certo pronunciata la sospensiva anche per i nostri uffici postali. Tanto valeva trattare tutti nello stesso modo, sia quelli che l’hanno avuta il 3 settembre, sia quelli che l’avranno, come si pensa, a fine mese o agli inizi di ottobre». Insomma un’alzata di scudi contro la manifesta volontà di Poste di non voler sentire ragioni per un servizio universale a cui nessuno vuol rinunciare.

Ma perché alcuni ricorsi sono già stati discussi dai giudici e altri no? Dalla segreteria di Uncem Toscana, che col suo legale ha preso in mano i ricorsi dei vari comuni, spiegano che «la mancata discussione sul ricorso dei Comuni rimasti fuori dalle decisioni del Tar è dovuta al fatto che quei ricorsi non si era riusciti a presentarli per l’inattività, dovuta al periodo di vacanze, dell’ufficiale giudiziario. Cosa che di fatto ha impedito la presentazione di tutti i ricorsi in forma congiunta. L’avvocato sta lavorando e depositando la documentazione, in modo che nella prossima seduta del Tar possano essere discussi i casi oggi rimasti fuori».

È lo stesso avvocato di Uncem, Gabriele Melani, a confermare che i ricorsi dei Comuni tagliati fuori in questa prima tornata stanno per essere presentati al più presto. «I tempi strettissimi imposti dalla presentazione dei ricorsi entro il 29 luglio, il fatto che l’ufficiale giudiziario fosse assente per ferie, la mole dei ricorsi, ha provocato questo slittamento – spiega Melani – ma sto chiedendo, col ricorso vero e proprio, anche un provvedimento cautelare urgente del Tar che provvisoriamente blocchi l’operazione di Poste. Logica vorrebbe, vista la decisione del 3 settembre, che ha optato per la sospensiva, che funzionasse la stessa filosofia per tutti. Sarebbe davvero un comportamento schizofrenico se si modificasse qualcosa».

Il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli è furioso. «Sono sigillati gli uffici di Roccalbegna e Vallerona – dice – dunque già razionalizzati. Non so bene ancora la sorte di Santa Caterina perché quell’ufficio era aperto un solo giorno e non lunedì. Siamo delusi, amareggiati e soprattutto stupefatti di questo muro contro muro che Poste fa alle istituzioni».

Anche il sindaco di Scansano Sabrina Cavezzini è arrabbiatissima: «Se chiudono, come temo, Montorgiali, gli abitanti dovranno fare oltre 20 chilometri per riscuotere la pensione o per imbucare una lettera. Ma ci attendiamo un comportamento uniforme del Tar Toscana. Intanto ho chiesto all’avvocato di presentare la richiesta di un provvedimento urgente al Tar in attesa della sospensiva».

E anche

il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi è deciso ad andare avanti: «Arricchiremo il ricorso con motivi aggiunti – dice – e abbiamo ancora un po’ di tempo per arrivare ai primi di ottobre. Ma credo, comunque, che occorra trovare un accordo politico con Poste per risolvere questa matassa».

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