Quotidiani locali

Dalla protesta alla speranza

La pronuncia del Tar congela le chiusure. Bellumori: «Immagino la faccia di Caio»

GROSSETO. Anche la Maremma e l’Amiata tirano un sospiro di sollievo: la chiusura degli uffici postali e la riduzione di orario in una manciata di paesini della provincia di Grosseto, che doveva scattare il 7 settembre, non c’è stata. Lo ha deciso il Tar della Toscana nella tarda serata di venerdì, dopo giorni di mobilitazione da parte di sindaci e cittadini che non si sono mai arresi alla decisione di Poste italiane di sforbiciare gli uffici postali nell’intento di risparmiare.

La mannaia dell’azienda, in provincia di Grosseto, riguarda gli uffici postali di Pereta (Magliano), Santa Caterina (Roccalbegna), Selva (Santa Fiora), Montorgiali (Scansano), Ravi (Gavorrano), Torniella (Roccastrada), Borgo Carige (Capalbio), Buriano (Castiglione della Pescaia), MOnticello Amiata (Cinigiano) e Talamone (Orbetello), dove venerdì mattina gli abitanti hanno atteso la decisione del Tar occupando pacificamente l’ufficio postale. Altri sei uffici postali rischiano la riduzione dell’orario: Montiano (Magliano), Montieri, Roccalbegna, Vallerona (Roccalbegna), Valpiana (Massa Marittima) e Punta Ala (Castiglione della Pescaia).

Ieri i sindaci dei paesi interessati dalle chiusure o dalle riduzioni di orario hanno avuto modo di metabolizzare la pronuncia del Tar che ha ridato una speranza.

«Dopo la sentenza del Tar Poste italiane riveda il piano di riorganizzazione degli sportelli in Toscana. La nostra battaglia non finisce certo qua», dice  il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori. Che come al solito non le manda a dire. «L’atteggiamento del Tar – continua –   riafferma quello che da mesi noi sindaci dei piccoli Comuni  diciamo, ossia che la spending review non deve essere fatta a spese dei territori e soprattutto a danno delle fasce più deboli della popolazione. Ecco perché la battaglia per salvare i nostri uffici postali non finirà. Immagino la faccia di Francesco Caio, amministratore di Poste italiane, quando ha saputo la notizia:  lui con stipendio pubblico da capogiro e la sua idea di fare delle Poste una banca, fermato da sindaci e per di più di territori a loro avviso marginali, periferici, rurali e  che poco contano nello scacchiere della riduzione degli sportelli  anche perché aree  poco abitate. Insomma cittadini passati in serie C, loro malgrado... Resta da chiedersi cosa farà la politica quella dei partiti soprattutto di governo che hanno visto  sindaci del Pd  occupare simbolicamente e pacificamente le poste centrali di Firenze, per evitare che ciò accada, probabilmente ancora una volta niente. La battaglia ora dovrà concentrarsi sul merito e si attende la convocazione delle udienze». Intanto non resta che controllare che domani alle 9 l’ufficio di Borgo Carige apra regolarmente.

Più pacata la reazione del primo cittadino di Orbetello, Monica Paffetti. «Siamo soddisfatti anche se siamo consapevoli di aver vinto solo una battaglia. Dobbiamo continuare a lottare ed andare ad un tavolo di concertazione con Poste italiane per capire meglio come poter agire in futuro», dice.

Soddisfazione anche a Magliano. Nella sospensiva emanata venerdì dal Tar il comune non risulta nell’elenco,

ma l’assessore competente per Pereta, Mirella Pastorelli, si dice comunque soddisfatta: «Siamo contenti di questo successo. È la dimostrazione che quando si lotta uniti si riescono ad ottenere dei risultati. Adesso andremo avanti fino in fondo per non far chiudere gli uffici postali».

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