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Musica folk e applausi: un coro di no all’inceneritore

Sfilano in seicento per chiedere che l’impianto non riapra. Manifestazione bipartisan e la polemica dei dipendenti sul web

FOLLONICA. La musica folk dei Matti delle Giuncaie alterna i vari interventi. Un assolo di sassofono e una stoccata alla Scarlino Energia, colpevole di aver presentato lo stesso progetto con «un impianto vecchio e obsoleto». Una chitarra che strimpella e un richiamo alle sentenze del Consiglio di Stato che hanno chiuso l’impianto, denunciando «carenze gravissime e scandalose verso la tutela della salute dei cittadini». Un rullo di batteria e un affondo verso la Regione Toscana, chiamata la prossima settimana a decidere sulle autorizzazioni, «che non vive questo territorio e che deve deciderne le sorti».

Davanti al palco, in piazza Sivieri, seicento persone che battono le mani, un po’ a ritmo, un po’ agli interventi. Applausi bipartisan, che arrivano da sotto le bandiere di tutti i partiti e le associazioni presenti, al di là di chi stia parlando e di quali colori rappresenti. «Questa è una piazza energica, trasversale, piena di vita e che vuole vivere» dice Mario Monciatti, presidente del Comitato del No, organizzatore dell’evento. Tutti uniti, per una volta, nel cuore cittadino di Follonica, per un solo fine: «chiudere definitivamente l’inceneritore di Scarlino».

Gli organizzatori già dalla mattina di venerdì 4 settembre si sono ritrovati in piazza per appendere gli striscioni alle palme e alle terrazze. Ci sono messaggi di ogni tipo: contro l’incenerimento, per la salute, per l’ambiente, per il lavoro. Lo stesso che i sessanta dipendenti della Scarlino Energia rivendicano da gennaio, quando il tribunale romano ha annullato per la terza volta le autorizzazioni all’impianto. «Un carnevale» definiscono la manifestazione di ieri via facebook. Ma Monciatti, dal palco, prova subito a dare una risposta a queste critiche. «Noi non siamo quelli del no a prescindere – dice - Diciamo un secco sì ai sistemi alternativi di smaltimento dei rifiuti, gli stessi che proponiamo da anni».

Ad applaudirlo c’è gente di tutti i tipi. Simpatizzanti politici, associazioni di categoria, semplici cittadini, mamme, dottori. Ci sono persino i butteri a cavallo, portati in piazza dalla Coldiretti. «All’estero comprano i nostri prodotti perché sinonimo di genuinità, con un inceneritore accanto questa immagine sarà cancellata» dice Francesco Viaggi, presidente provinciale. Tra la folla ci sono due signori senza bandiere né fazzoletti al collo. Ascoltano e applaudono quando l’argomento cade sulla salute e gli effetti che la riaccensione dei forni potrebbe avere. Si chiamano Walter Ricceri e Adriano Benelli e sono due medici di base di Follonica. «Dalle osservazioni presentate, i dati dicono che potrebbe aumentare nella cittadinanza l’aumento di tessuti ad alta riproduzione, come i linfomi – spiegano – Potrebbe essere una conseguenza dell’aumento nell’aria di sostanze cancerogene, come la diossina».

Intanto, sul palco, sale il neonato comitati delle Mamme contro l’inceneritore. «Qui è a rischio la salute dei nostri figli e la nostra» dice Giulia Norcini, seguita dal messaggio di sostegno dell’omonimo comitato fiorentino, arrivato con due mamme a Follonica per dare il proprio contributo alla manifestazione. «Ma ci rendiamo conto che dopo le sentenze dei tribunali e le direttive europee siamo sempre qui a parlare d’inceneritore?» si chiede Alfonso Bonafede, deputato del Movimento 5 Stelle, arrivato sul golfo da Roma. «Un cittadino è costretto a rispettare le sentenze e si sente preso in giro quando vede i potenti che le scavalcano per dei cavilli». Non è l’unico parlamentare presente: c’è anche Monica Faenzi, capogruppo a Scarlino e deputata per Forza Italia, le cui bandiere sventolano nel cuore della piazza. Ci sono anche quelle del M5s, di Fratelli d’Italia, il Movimento Onda, il Psi e molte altre, compresa un’unica bandiera del Pd, dopo le polemiche dei giorni scorsi. Il segretario follonichese Gesuè Ariganello, come già annunciato all’assemblea, è assente per motivi professionali, ma ci sono molti altri esponenti.

«Siamo qui per mandare il messaggio chiaro alla Regione: vogliamo l’inceneritore chiuso definitivamente» dice il massimo esponente Pd sul golfo, nonché sindaco, Andrea Benini. «Siamo qui come amministrazione insieme ai colleghi di Scarlino (presenti col sindaco Marcello Stella e buona fetta della giunta) ed è un bel segnale che per la prima volta Scarlino sia qui con noi». L’intervento di Benini è l’ultimo e non le manda a dire. «Lanciamo il nostro messaggio chiaro a chi deve decidere da lontano e che a volte sembra fuori da questa realtà – tuona – Siamo qui ancora dopo tre sentenze, in cui si è parlato di gravissime e possiamo dire scandalose mancanze di tutela della salute».

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