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Sindaci uniti in trincea La speranza nel Tar

Disagi in tanti paesi dall’Amiata alla laguna di Orbetello per il taglio dei servizi Da Cinigiano arriva una raccolta di firme consegnata direttamente al prefetto

GROSSETO. Sono arrivati dai loro paesi con i gonfaloni e tanta rabbia per quello che, dalle pendici dell’Amiata alle colline del tufo, dalla laguna alle colline Metallifere, non è solo un servizio postale ma anche un presidio di civiltà, in paesi ormai depredati di ogni tipo di servizio. Sono i sindaci dei paesi della provincia di Grosseto e ieri molti di loro erano in piazza a Grosseto a manifestare contro Poste italiane.

«Aspettiamo con ansia il pronunciamento del Tar atteso per il 3 settembre – spiega Massimo Galli, sindaco di Roccalbegna – So che un altro Tar ha dato ragione ai cittadini e speriamo davvero che anche nel nostro caso i giudici impongano una moratoria a Poste Italiane. Ci servirebbe per prendere il tempo utile a discutere con l’azienda e stoppare l’operazione». Galli da tempo è in prima linea per salvaguardare la sopravvivenza di alcuni presidi postali del suo territorio praticamente dilapidato del servizio. «Siamo fra i più colpiti dalla scure di Poste – dice – perché siamo destinati a veder chiudere l’ufficio di Santa Caterina e ridimensionare quelli di Vallerona e di Roccalbegna. A Cana, dove l’ufficio è chiuso da tempo, Poste ha tolto pure la cassetta della posta».

Il sindaco di Cinigiano Romina Sani è arrivata affiancata anche dall’opposizione guidata da Giovanni Barbagli. «Abbiamo scelto di mettere in campo tutte le iniziative possibili per Monticello Amiata – spiega – e stamani (ieri) con Barbagli ho presentato al prefetto la raccolta firme dei cittadini».

Il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi, che perde l’ufficio di Selva, spiega: «Dobbiamo fare un percorso con governo, Regione e Poste. Solo collaborando faremo risultato. E dobbiamo incrementare gli uffici di Ecco fatto».

Da Magliano sono arrivati il sindaco Diego Cinelli e l’assessore Mirella Pastorelli, anche loro in attesa del verdetto di oggi. «Speriamo in un dietrofront di Poste – dice Cinelli – e in una concertazione con i Comuni che non è mai stata fatta». Cinelli è possibilista rispetto a una riduzione dei giorni di apertura «ma non a una chiusura totale degli uffici che sarebbe un grave danno per gli abitanti del nostro comune».

Stessa lunghezza

d’onda per il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti arrivata insieme a Walter Martellini, assessore al patrimonio per difendere l’ufficio di Talamone che al pari dei colleghi ha chiesto al prefetto di intercedere con Poste per una concertazione con i Comuni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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