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«All’Unione serve piglio da imprenditori»

La Fai Cisl Grosseto torna a schierarsi al fianco dei forestali da mesi senza stipendio e attacca l’ente

CASTEL DEL PIANO. Si infiamma la polemica a tutti i livelli sulla triste vicenda degli operai forestali dell’Amiata grossetana che sono da diversi mesi senza stipendio. E il gioco si fa duro, con lo scontro, ormai ineludibile, fra politica e sindacato.

Una situazione, quella del mancato pagamento degli stipendi, che si era già verificata in passato, e che da aprile scorso si è riproposta drammaticamente nell’Unione comuni Amiata grossetana.

Gli operai attendono lo stipendio che deve essere pagato dalla Regione Toscana all’Unione dei Comuni dell’Amiata grossetana e da questa girato poi sui conti correnti degli operai.

L’intervento dell’assessore regionale Marco Remaschi che, ad agosto, “tranquillizzava” gli operai dicendo loro che una parte dei soldi era stata inviata all’Unione dei comuni, si è mostrata aleatoria.

Infatti dopo oltre quindici giorni gli operai non hanno visto un solo euro. L’Unione, infatti, a quanto pare aveva anticipato alcuni pagamenti e quando è arrivata questa nuova tranche si è trattenuta la sua quota.

Vani gli interventi delle minoranze di Cinigiano e Santa Fiora a sostegno degli operai, con una diffida al presidente Enrico Rossi presentata dal capogruppo di minoranza cinigianese Giovanni Barbagli.

Vano anche l’intervento del sindacato Fai Cisl che con piglio durissimo attribuiva la responsabilità dei mancati pagamenti a una politica inefficace dell’Unione dei comuni.

Gli rispondeva per le rime il presidente dell’Unione Jacopo Marini che accusava il sindacato di fare demagogia e di tenere un atteggiamento antipolitico.

Ma la Fai Cisl Grosseto-Siena proprio non ci sta e adesso torna a puntualizzare che l’Unione comuni Amiata grossetana «è l’unico dei trentuno enti che gestiscono gli operai forestali in Toscana ad essere in ritardo con il pagamento dei salari» e invita il presidente Marini ad aprire un confronto sulla produttività del settore forestale nell’Ente.

Per la Fai Cisl una notevole fetta di risorse necessarie per il settore forestale possono essere, infatti, recuperate dal settore stesso, attraverso una moderna concezione nella gestione del patrimonio forestale, gestito da chi ne ha la responsabilità con piglio e capacità “imprenditoriali”.

«Laddove esistono queste qualità – puntualizzano infine dalla Fai Cisl – i lavoratori faranno tutta intera la loro parte per garantirsi un futuro meno incerto e più dignitoso. L’antipolitica si fa strada quando non sono più percepibili

dalla persone il ruolo e le responsabilità di Enti e Istituzioni i cui costi si scaricano sulla cittadinanza. Su questi temi, come già detto, la Fai Cisl, come sempre, è aperta ad un confronto costruttivo nell’interesse di tutti, a partire dagli stessi lavoratori dell’Ente». (f.b.)

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