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IL DISASTRO

Costa grossetana, dati choc sull'inquinamento

Per i detriti portati dall'Ombrone Arpat ha rilevato valori record di germi fecali, ma nonostante l'ordinanza sindacale i bagnanti continuano a tuffarsi

GROSSETO. I dati Arpat, arrivati ufficialmente venerdì 28 agosto, certificano nero su bianco il disastroso inquinamento che investe la costa grossetana, dovuto all’importante quantità di detriti e reflui fognari trascinati dall’Ombrone dal versante senese e di cui non si vede ancora la luce. Altro dato: i bagni al mare sono vietati, ma la gente si tuffa lo stesso.

A Marina di Grosseto centro, nel cuore della frazione che ospita decine di stabilimenti e migliaia di turisti, è rilevata una quantità record di batteri intestinali che supera anche di 150 volte il limite. Se la soglia microbiologica degli enterococchi intestinali per una balneazione sicura è di 200 Ufc ogni 100 millilitri (acronimo di Unità formanti colonia, che è l’unità di misura), il dato accertato in queste ore da Arpat a Marina è pari a 30.760, altissimo. Sul fronte degli escherichia Coli - sempre a Marina centro - i numeri non sono più rassicuranti: 8164 rispetto al limite di 500, mentre un paio di chilometri più a sud, a Principina, i batteri intestinali varcano di 60 volte i parametri consentiti.

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Nei 6 punti di prelievo di Arpat effettuati il 25 agosto a Marina di Alberese, San Leopoldo, Principina, Marina centro e Foce di san Rocco (lato nord e lato sud), il semaforo è rosso con parametri dei batteri intestinali che oltrepassano anche di valori enormi il limite consentito per la balneazione; indice di un’altissima concentrazione di scarichi fognari arrivati con la piena dell’Ombrone.

In queste ore tuttavia centinaia di turisti e bagnanti continuavano a tuffarsi imperterriti e incuranti dell’ordinanza di divieto disposta giovedì 27 agosto dal sindaco.

Per fronteggiare l’emergenza detriti il Comune ha messo in piedi in queste ore un gruppo di lavoro composto da sindaco, vari tecnici e assessori (Luca Ceccarelli, Giuseppe Monaci e Paolo Borghi). Venerdì mattina è stato fissato un incontro a Marina che è durato parecchie ore, c’erano gli operatori balneari e quelli che si occupano della pulizia (Ecoambiente), le associazioni di categoria e la Guardia Costiera.

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Il Comune ha deciso di rinforzare i mezzi al lavoro sulla costa grossetana per rimuovere le tonnellate di legna e «affiancare all'impegno della ditta Ecoambiente, che ha già potenziato turni e mezzi impiegati, anche quello di altri operatori e del Consorzio Bonifica. Tutti hanno dato la propria disponibilità e il litorale sarà diviso in aree di competenza». Sono aumentate anche le aree di stoccaggio del materiale raccolto dove viene e verrà selezionato ciò che deve essere smaltito in discarica e può essere recuperato.

IL VIDEO:

 

Altro recupero, questo veramente impegnativo ma grazie ad un gruppo di volontari siamo riusciti ad spiaggiarlo

Posted by Stabilimento Balneare Capri on Mercoledì 26 agosto 2015

 

«È un disastro di enormi proporzioni - dice senza mezzi termini il sindaco Bonifazi - che sta costando centinaia di migliaia di euro a livello comunale e milioni di euro a livello provinciale, senza contare il danno economico causato al comparto turistico». Le stime parlano di circa 10mila tonnellate di detriti, per lo più legno, che il vento e le correnti continuano a sparpagliare e sospingere sul litorale dove sono già intere montagne. Il fenomeno insomma continua.

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