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Doppio attacco a due greggi

Sei animali uccisi e alcuni dispersi tra Campagnatico e Scansano

CAMPAGNATICO. Campagnatico e Poggioferro, Scansano, Preselle, Istia, Roselle, Marrucheti, Murci, Usi, e più nell’entroterra, Vallerona e Cana e Roccalbegna e Stribugliano, fino a Monte Labro, e più a sud Magliano e Albinia. Zone ormai regno dei predatori. Ogni giorno è un bollettino di guerra e martedì ci sono stati almeno due attacchi, a Campagnatico e Poggioferro.

Manuel e Alessio Santucci sono giovanissimi, hanno 30 e 34 anni e hanno continuato il lavoro del padre e del nonno, con l’entusiasmo della giovinezza, e hanno investito in un’azienda che adesso conta circa mille capi, a Sabatina, fra Arcille e Campagnatico.

Non avevano fatto però i conti coi predatori, i quali, martedì e mercoledì, in due attacchi ravvicinati, si sono mangiati tre pecore ferendone mortalmente un’altra. «Martedì – spiega Manuel – è toccato a una pecora e a un agnello già grande. Un’altra è rimasta agonizzante sul prato. E mercoledì mattina un’altra sgozzata. Non ho visto animali predatori, ma il morso e la maniera in cui sono ridotte le pecore parla chiaro. Vorrei sapere di che razza sono i predatori: lupi, ibridi, cani inselvatichiti, randagi? Voglio saperlo».

Manuel e Alessio conoscono bene il mestiere appreso dal nonno, arrivato a Sabatina nel 1956. Più di mezzo secolo di arte dell’allevamento che prevede un pascolo all’aperto quando occorre. «Da un po’ di notti teniamo le pecore fuori per mangiare – spiega Manuel – ma questo punto le dovremo rimettere sempre. E sono spese per il foraggio e per la recinzione che abbiamo chiesto di installare, lunga un chilometro, alta un metro e 80, interrata di 20 centimetri e che ci viene finanziata solo al 45 per cento. Spese su spese e non ce la facciamo a reggere questo ritmo. Se dobbiamo lavorare per mantenere i predatori, meglio farne di nulla. Il latte nel giro di poco ci è calato di un quintale: siamo preoccupati».

Intanto, lo stesso martedì, a Poggioferro, c’è stato un altro attacco. Fabrizio Ulivieri che la mattina era stato all’incontro di Pomonte a discutere di predazioni, ha trovato un capo spolpato, uno agonizzante e uno disperso. Ha chiamato il vicino, Generoso Micheli, perché lo aiutasse ed è proprio Generoso a commentare il caso.

«Le pecore sono sconvolte. Smetteranno di fare il latte. A Poggioferro, che si reggeva sull’agricoltura e sull’allevamento, da 600 abitanti che eravamo, siamo rimasti in 100 e tutti sopra i 50 anni. Mio figlio

è andato a lavoro fuori. Qui siamo al lumicino. Io stesso ho avuto due o tre attacchi di recente, eppure continuo a confidare che l’opinione pubblica capisca che il lupo non è nel posto giusto. E che gli ibridi e tutti gli animali nocivi devono essere portati via di qui». (f.b.)

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