Quotidiani locali

I sindaci fanno causa a Poste Italiane

L’azienda riavvia il piano di tagli e riduzioni per gli uffici minori, dodici Comuni presentano un nuovo ricorso al Tar

GROSSETO. La battaglia viene ripresa da dove si era fermata: dai banchi dei tribunali. E dalle piazze. I Comuni grossetani hanno deciso senza esitazioni di aderire in blocco al cosiddetto scongelamento del piano di razionalizzazione di Poste Italiane spa, in cui sono previsti tagli (tra chiusura e riduzioni di orario) in sedici centri della Maremma. Un problema collettivo che ha richiesto una presa di posizione collettiva.

«L’azione coordinata decisa proseguirà, in parallelo, sia sul piano legale, con nuovi ricorsi al Tar da parte dei Comuni che lo vorranno, sia sul piano politico» dicono in una nota congiunta la Regione Toscana, Uncem e Anci.

Per quanto riguarda il ricorso tutto il Grossetano si è detto deciso a farlo. «Siamo tutti compatti» ha detto il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola.

Nella riunione di ieri a Firenze c’erano tutti i rappresentanti dei Comuni coinvolti: Massa Marittima, Gavorrano, Montieri, Roccastrada, Magliano in Toscana, Roccalbegna, Capalbio, Scansano, Sorano, Orbetello, Castiglione della Pescaia e Roccalbegna.

E nessuno vorrà tirarsi indietro dal presentare un nuovo ricorso al Tar, questa volta chiedendo la sospensiva e non come è successo ad aprile, quando Poste ha infilato il piano dei tagli in freezer e i Comuni hanno evitato di intraprendere questo procedimento.

Il problema è che il tempo stringe: le chiusure sono in agenda per il 7 settembre e per ottenere la sospensiva – che di nuovo bloccherebbe tutto – occorre dare un’accelerata alle procedure. Per questo, già nei prossimi giorni, i vari sindaci della provincia di Grosseto firmeranno la delega all’avvocato dell’Anci che si occuperà del ricorso.

Il prossimo appuntamento, in questa direzione, è per la prossima settimana, quando il tavolo collettivo si aggiornerà di nuovo a Firenze. Poi c’è il piano politico.

«Come abbiamo detto durante l’incontro con tutti i piccoli Comuni italiani, per le zone periferiche ci sarebbe da appellarsi una volta a settimana per il taglio dei servizi» dice il sindaco di Montieri, Nicola Verruzzi. «Per questo dobbiamo chiedere una normativa dal governo che tuteli maggiormente di quanto fatto fino ad oggi le piccole realtà».

L’idea appunto è questa. «La Regione contatterà i sottosegretari alla presidenza del consiglio e allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni sollecitando un incontro in tempi brevi. Saranno coinvolti anche i parlamentari toscani e verrà chiesto un incontro con l’amministratore delegato di Posteitaliane» continua la Regione. Ma non finisce qui.

«L’idea potrebbe essere anche quella di dar vita a nuove iniziative, in modo più forte di quelle della scorsa primavera» spiega Verruzzi. Ergo proteste in piazza e manifestazioni davanti gli uffici.

La battaglia anche per la Maremma, insomma, è appena ripartita. «Regione, Anci e Uncem – conclude la nota – hanno raccolto l’allarme dei sindaci per la conferma di un piano di

tagli che, decisi in maniera unilaterale senza un confronto con le istituzioni coinvolte, rischia di colpire i cittadini che vivono in frazioni disagiate eliminando, in molti casi del tutto, un presidio sociale prezioso soprattutto per la popolazione più anziana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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