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La cooperativa Mediterranea nel ciclone di Mafia Capitale

GROSSETO. «I servizi agli utenti procedono regolarmente, ma ci siamo attivati con l'Estar per verificare come dovremo comportarci». Il fatto che la maxinchiesta della procura di Roma su Mafia...

GROSSETO. «I servizi agli utenti procedono regolarmente, ma ci siamo attivati con l'Estar per verificare come dovremo comportarci». Il fatto che la maxinchiesta della procura di Roma su Mafia Capitale abbia toccato una cooperativa, la Mediterranea Onlus, che ha appena iniziato a lavorare con l'Asl 9 per la gestione di due residenze sanitarie assistite, preoccupa non poco i vertici dell'azienda sanitaria locale che, però, chiariscono subito che non sono in discussione né la continuità dei servizi né la garanzia dei posti di lavoro.

«Il commissariamento della cooperativa – spiega il vicecommissario dell'Asl 9 Daniele Testi – non interrompe il rapporto contrattuale, anzi è stato predisposto dal prefetto Gabrielli proprio per consentire alla cooperativa di continuare a operare, senza far venire meno i servizi di cui si occupa». La vicenda è esplosa in tutta la sua gravità solo da un paio di giorni, quando sulla scrivania di Testi è arrivato il decreto di commissariamento della cooperativa firmato dal prefetto Franco Gabrielli.

Intanto, però, dal primo di luglio la Mediterranea Onlus gestisce la residenza sanitaria assistita e il centro diurno di Villa Pizzetti a Grosseto e la residenza sanitaria assistita San Giovanni a Scansano, sulla base di un appalto triennale da 5,6 milioni a base d'asta, vinto battendo la cooperativa grossetana Uscita di Sicurezza che gestiva, in precedenza, le strutture.

Già dal 22 giugno scorso i vertici della coop Mediterranea Onlus erano stati commissariati dal prefetto Franco Gabrielli dopo che erano stati arrestati perché finiti nella maxinchiesta su Mafia Capitale: Mediterranea Onlus è, infatti, collegata con la cooperativa La Cascina, capofila delle coop su cui indaga la procura di Roma. Testi sottolinea che l'appalto è stato gestito direttamente dall'Estar, l'ente regionale che si occupa degli acquisti e degli appalti per le aziende sanitarie, ed è all'Estar che l'Asl 9 ha chiesto lumi sul da farsi.

Si tratta di capire se il commissariamento della cooperativa possa avere, come conseguenza, la revoca dell’appalto delle residenze sanitarie anche a Grosseto.

Ci sarà da valutare se i vantaggi offerti da Mediterranea, che sono valsi l'appalto, siano stati o meno collegati con le attività illecite su cui indaga la procura di Roma. Quello che l'Asl tiene a precisare, però, è che, in ogni caso, i posti di lavoro sono tutelati, chiunque subentri nei propri appalti, così come è avvenuto nel passaggio di gestione delle due strutture.

Un particolare che aveva anche spinto la Funzione pubblica della Cgil a manifestare la propria soddisfazione. Alla luce degli eventi che si sono succeduti, la Cgil interviene di nuovo per precisare che «il sindacato viene chiamato in causa una volta che la stazione appaltante (in questo caso l'ente regionale Estar) ha

scelto il soggetto a cui affidare il servizio, con la funzione di tutelare i lavoratori e le lavoratrici nel trasferimento da una impresa all'altra» e che «Quando questo avviene, riuscendo a mantenere tutti i posti di lavoro e la retribuzione, non si può che essere soddisfatti». (e.p.)

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