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Lacquaniti e l’arca della speranza

Da Noè alla moderna tragedia delle bare galleggianti, a Buriano una nuova opera arricchisce il parco d’arte dello scultore

BURIANO. Un duro monito alle coscienze ma anche un messaggio di speranza. La nuova opera del giardino di arte contemporanea di Rodolfo Lacquaniti nelle campagne vicino a Buriano si chiama “L’arca” ma Lacquaniti è andato ben oltre l’archetipo biblico dell’arca con cui Noé salva gli animali dal diluvio universale.

«Mi sono ispirato – rivela l’artista - alla tragedia delle bare galleggianti che attraversano il Mediterraneo e non solo, visto che arrivano notizie di sciagure simili anche dall’Indonesia e dalla Thailandia. È una cosa pazzesca: neanche durante la seconda guerra mondiale si è registrato un numero così alto di rifugiati che cercando la libertà trovano invece la morte tra razzismo e indifferenza». L’arca di Lacquaniti è un barcone gigante che si staglia tra gli ulivi del suo museo a cielo aperto, una delle perle dell’arte contemporanea in Maremma. Come tutte le altre opere del giardino anche “L’arca” è fatta solo con materiali di recupero: lamiere, pezzi di attrezzi agricoli, tondini di ferro, boiler e altro ancora. «Le finestre dello scafo – precisa Lacquaniti – sono della stalla del podere, quindi dell’inizio del Novecento. Le ho messe perché mi ricordavano le baracche di Auschwitz. Penso che in momenti come questo sia importante il recupero della memoria: io stesso ho avuto in famiglia persone che sono emigrate in America in cerca di fortuna». I personaggi che stanno sull’arca rappresentano l’elemento di leggerezza con cui l’opera si apre alla speranza. «C’è l’angoscia – dice Lacquaniti – ma c’è anche l’augurio che quell’arca stia procedendo verso la libertà e la rinascita». L’autore ha dedicato questa nuova “creatura” agli studenti e ai professori delle due università della Florida, la University of North Florida di Jacksonville e il Flagler College di St. Augustine, che venerdì hanno passato un intero pomeriggio nel giardino d’arte.

«Quella con le università americane – spiega Lacquaniti – è una collaborazione che si sta consolidando e per la quale ringrazio Giulio Borgia e i professori che hanno accompagnato gli studenti, Debra Murphy e Felix Livingston». A dare il benvenuto agli studenti americani anche una delegazione del Comune di Castiglione con gli assessori Federico Mazzarello e Daniele Bartoletti. Entusiasti per la scoperta del giardino, gli studenti hanno dialogato con l’artista. Per loro un regalo speciale, che solo in parte la pioggia ha guastato: lo spettacolo delle opere del giardino illuminate in notturna. «Purtroppo a causa del maltempo non si è potuta fare la performance artistica in tutta la sua bellezza – spiega Lacquaniti – ma ad agosto vogliamo proporre queste performance sul contemporaneo nel giardino».

Gli effetti luce sono stati curati dalla Live95 di David Bargagli coadiuvato da Luca Giannerini e Giulio Cianchini mentre Silvio Ursini

ha interpretato per gli studenti un brano da “Moby Dick” di Melville. A supportare l’artista nell’incontro con la delegazione dagli States la signora Susan Scott che ha curato le traduzioni, la fotoreporter Paola Bernardini e Claudio Pisapia che ha seguito la parte tecnica e le riprese video.

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