Quotidiani locali

inquinamento

L'Arpat contrattacca: "Il cromo esavalente nei pozzi della piana? Andate a leggervi Wikipedia"

Scarlino, Marco Pellegrini agli ambientalisti: "Normale che sia nel cemento, lo permette la legge. Tutto ha un impatto"
Gli articoli sull'inquinamento nella piana di Scarlino

GROSSETO. Il cromo esavalente c’è stato, ma non c’è inquinamento. I valori sono stati fuori norma per tre anni, ma era colpa del cemento, con cui sono fatti normalmente i pozzi, che rilascia il cromo nell’acqua, come permette la legge entro un certo limite (due milligrammi al chilo). Gli ambientalisti hanno dato l’allarme, ma «è stato un inutile allarmismo» e «prima di rivolgersi alla stampa» era meglio se andavano a leggersi su Wikipedia la voce sul cemento.

Questo il contenuto di una nota che l’Arpat ha divulgato martedì 3 febbraio poco dopo le 12, dopo che nei giorni precedenti il Forum Ambientalista Grosseto e l’associazione Beni comuni Grosseto hanno reso noti alcuni dati registrati da Arpat e dalla società Scarlino Energia che, negli anni 2011, 2012 e 2013, hanno rilevato valori fino a dieci volte il limite massimo di legge di cromo esavalente, un cancerogeno di prima categoria.

Marco Pellegrini, coordinatore dell’area vasta sud dell’Arpat, è l’autore di questa nota.

leggi anche:

Pellegrini, nella nota lei, per conto dell’Arpat, dice che la presenza del cromo esavalente è normale perché il pozzo è fatto di cemento e nel cemento c’è cromo.

«Sì, tutte le volte che si usa cemento si usa una materia prima che fra le altre cose contiene una certa quantità di cromo esavalente. Tutte le volte che si fa un ponte su un fiume, o che le fondamenta di una casa. Tutte le volte, insomma, che il cemento è a contatto con l’acqua questo avviene».

E questo per l’Arpat è normale? Voglio dire: non fa male alla salute?

«Ovviamente non ha effetto perché si tratta di quantità minime. Se fosse stato un pozzo normale non ce ne saremmo nemmeno accorti. Ma in questi pozzi qui non c’è movimento di acqua, per questo le concentrazioni di cromo all’inizio sono state alte. Nessuno va a fare un campione nell’acqua accanto a una gettata di cemento; se lo facessimo lo troveremmo da tutte le parti».

Perdoni l’ingenuità: non sarebbe il caso di usare altri materiali per costruire pozzi?

«Questo è un punto interessante. C’è l’idea che tutto sia pericoloso. Ma tutte le volte che facciamo qualcosa c’è un effetto sull’ambiente».

In questo caso però i valori erano dieci volte più alti dei limiti di legge: sono allora due leggi che cozzano tra loro?

«L’errore è che, visti i valori, non si dovevano prendere in considerazione».

Vuole dire ignorare valori fuori norma?

«Se uno butta un bicchiere di prosecco in terra non causa inquinamento; una cantina che lava i silos in un fiume sì. Qui il cromo ha interessato 50, 100 litri d’acqua. Alla falda non ha fatto niente. Voglio dire: di cose che non ci dovrebbero essere, nei nostri prodotti che usiamo tutti i giorni, ce n’è un’infinità. L’impatto di quei tre pozzetti è inferiore all’impatto che una pizzeria ha in una giornata».

A proposito dell’invito ad andarsi a leggere Wikipedia prima di chiamare la stampa, non le sembra che detta così sia un po’ arrogante?

«No, guardi, l’ho scritto io e quel che ho detto è diverso. Ho detto: non gli è venuto il dubbio che quel cromo fosse normale? Fa rabbia è che in tre giorni ci siano stati due allarmi non giustificati».

A proposito del primo allarme, quello sulla contaminazione da arsenico: perché, come chiedono gli ambientalisti, l’Arpat non fa indagini oltre i confini di proprietà?

«Guardi, in tante zone la bonifica è stata fatta: si è raccolta la pirite (che contiene l’arsenico, ndr) e si è messa in un posto protetto. In altre zone è ancora da fare».

leggi anche:

Secondo gli ambientalisti molte bonifiche sono fatte male. Come spiega i valori a norma dei pozzi a monte e quelli fuori norma dei pozzi a valle dell’area Misp (messa in sicurezza permanente) nella proprietà di Nuova Solmine? Il sospetto degli ambientalisti è che la barriera stagna con all’interno il terreno contaminato non tenga.

«Su questo non abbiamo elementi e la nostra impressione è che la Misp funzioni. Bisogna considerare che lì c’è ancora una falda da bonificare. I pozzetti a monte erano puliti e quelli a valle fuori norma anche prima della Misp. E bonificare la falda non è semplice; va fatta in maniera unitaria e ancora non siamo riusciti ad avere un progetto su cui esprimere un parere favorevole».

 

TrovaRistorante

a Grosseto Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro