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Orrore in centro per una carcassa scuoiata

I resti dell’animale prelevati dai tecnici dell’Asl per le analisi

GROSSETO. Senza testa, scuoiata e sporca di sangue, faceva orrore. Abbandonata sul coperchio di un cassonetto di via Buozzi a Grosseto, la carcassa di un animale ha suscitato ribrezzo tra gli abitanti della via, che all’inizio hanno pensato a un cane. I successivi riscontri dell’Asl avrebbero poi portato a identificarlo (ma il condizionale è d’obbligo) come «la pelle di un animale selvatico» di cui qualcuno si sarebbe disfatto: un cucciolo di capriolo, un giovane daino, o chissà cosa. Ma tant’è: lasciato così in pieno centro a Grosseto, questo rifiuto macabro non è piaciuto a nessuno.

Risale al marzo scorso un altro ritrovamento terribile nella stessa via Buozzi. Anche in quel caso c’era la carcassa di un animale scuoiato la cui pelliccia era stata scaraventata in un cassonetto dei rifiuti organici: si era pensato a un cane, o a un ibrido di lupo. I resti avevano reso impossibile l’identificazione. Tante frattaglie, una pelliccia stesa. E «sangue ovunque», ricordano gli abitanti che hanno trovato la seconda, amara sorpresa. «Io e mia moglie - racconta un signore - siamo tornati dal mare intorno alle 20,30, quando una vicina ci ha chiamato». Nei pressi di casa loro c’era il solito cassonetto dove la donna ha scoperto la “carogna”. «Guardate cosa c’è: un cane scuoiato!», ha detto. Il disgusto era tale che lei stessa l’aveva infilato in fretta e furia dentro a un sacchetto di carta, onde occultarlo alla vista. «L’aveva tolto dal bidone e appoggiato sul marciapiede». All’incrocio tra via Pola e via Buozzi restano i segni di sangue. È scattata la segnalazione a 112 e polizia municipale. L’Asl è intervenuta con un medico del servizio veterinario, mentre la ditta Calussi di Barbaruta, specializzata nel recupero delle carcasse, è giunta a prelevare i resti dell’animale. Li ha portati via e infilati nella sua cella frigorifera. «Quando siamo intervenuti lì in via Buozzi - racconta l’operatrice della Calussi - la veterinaria aveva già tirato fuori l’animale dal sacchetto e lo stava esaminando». Faceva impressione: c’era rimasta la pelle, la testa non c’era. Restavano gli zoccoletti. «Era come quando un animale viene macellato». Gli abitanti sono rimasti turbati, anche perché «è la seconda volta in tre mesi. I bidoni sono in tutta la città. Perché succede sempre qui?». C’è chi tira in ballo l’inciviltà da parte di chi usi “pasteggiare” con gli

animali gettando quel che resta in mezzo alla strada. Ma c’è soprattutto chi si spinge oltre, sospettando che vi sia dietro qualche segnale minaccioso. In questa zona, negli ultimi tempi, sono sempre maggiori le segnalazioni dei residenti, insofferenti alle “lucciole”.

Elisabetta Giorgi

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