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Don Pietro Fanciulli Un’eredità per tutti i cittadini

Eredi e Comune vicini all’accordo per la donazione dell’importante patrimonio di libri del sacerdote-studioso

PORTO SANTO STEFANO. Il desiderio dei familiari di monsignor Pietro Fanciulli sta per diventare realtà. I nipoti del sacerdote, matematico e studioso della storia e delle tradizioni della sua terra _ scomparso il 31 dicembre 2012 all’età di 92 anni _ subito dopo la morte dello zio fecero presente che avrebbero avuto piacere di donare all’intera comunità dell’Argentario l’enorme patrimonio di studi e pubblicazioni lasciato dal loro caro.

Un atto di grande generosità di cui sarebbe sicuramente andato fiero don Pietro, come era da tutti affettuosamente chiamato. La sua è stata una vita spesa a metà tra la cura delle anime e la ricerca delle origini storiche, linguistiche e delle tradizioni del Promontorio. E ora che non possono averlo più accanto fisicamente, anche solo per scambiare un’opinione o condividere una sanguigna e sempre costruttiva polemica, i compaesani con tutta probabilità “troveranno” il loro sacerdote in un locale di proprietà del Comune al n. 7 di via XX Settembre.

La volontà dell’amministrazione è stata già formalizzata anche se in questi casi l’iter burocratico è abbastanza lungo. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, anche le donazioni in Italia sono complicate. L’atto tra le due parti deve ancora essere perfezionato. Intanto il Comune ha accettato la proposta degli eredi di don Pietro perché «egli è stato una rilevante personalità all’interno delle Comunità di Porto S. Stefano e Porto Ercole distinguendosi per la capacità culturale manifestata nelle numerose pubblicazioni ed onorificenza ottenute» e ha mostrato loro chiara riconoscenza. Ma adesso la donazione deve essere.

Prima di farlo, gli eredi tengono a far mettere nero su bianco che tutta la produzione dello studioso andrà al Comune inteso come comunità dei cittadini e non all’amministrazione che è pro tempore. Ciò per scongiurare l’eventualità, pure paradossale, che un giorno qualche successore di Cerulli rispedisca libri e targhe e al mittente.

Poi c’è da fare l’inventario. I nipoti di don Pietro sono già al lavoro. «Stiamo sistemando nelle scatole _ dicono _ centinaia di libri, tutti catalogati. La casa dove abitava sembra una biblioteca. È un’operazione immane di cui andiamo orgogliosi. Anzi, a noi piacerebbe fare ancora di più. Vorremmo _ svelano _ donare al Comune di Monte Argentario, assieme a volumi, opuscoli e quant’altro, anche la libreria e il tavolo dello studio di nostro zio in modo da ricreare l’ambiente in cui cercava continuamente notizie sulla Maremma».

La destinazione di via XX Settembre dovrebbe infatti essere provvisoria. In un futuro più o meno lontano l’opera omnia di Fanciulli dovrebbe trovare posto in una o due stanze della nuova biblioteca comunale. Una struttura di cui si parla da decenni, da quando i locali sul lungomare dei Navigatori sono stati svuotati dei libri per fare posto alle vasche dell’acquario del Mediterraneo. Nel frattempo l’ufficio tecnico comunale effettuerà alcune verifiche sui locali per ora scelti così da avere un quadro esatto delle condizioni di staticità e di sicurezza, dato che i libri sono oggetti delicati e ancor più lo sono quando risalgono a molti decenni fa.

Infine l’inventario che stanno redigendo gli eredi dovrà essere condiviso con l’ufficio cultura del Comune di Monte Argentario per poter curare gli aspetti normativi dell’accettazione della donazione. A quel punto, l’immenso e prezioso lavoro di don Pietro potrà essere considerato di tutti.

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