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Affari in Maremma lontano da Mps

Nessuna indagine sugli immobili acquistati in provincia dall’imprenditore: alcuni sono ancora da vendere

GROSSETO. È amico di Mussari, ha conquistato il ruolo di vicepresidente di Monte dei Paschi Leasing, è figlio del fantino Aceto ed è stato nella giunta nazionale di Confindustria. Da giorni, il nome di Antonio Degortes, indissolubilmente legato alla Capannina di Castiglione, ai negozi di abbigliamento sparsi in tutta la provincia, alla Maremma, insomma, terra che ha eletto a sua seconda casa, è tornato alla ribalta per la vicenda Mps. Due giorni fa carabinieri e polizia sono andati a casa dell’imprenditore e nel suo ufficio, per sequestrare alcuni documenti. E una vicenda tutta senese è diventata una vicenda maremmana: qualcuno infatti, ha indicato tra gli interessi della magistratura, gli immobili acquistati e poi venduti da Degortes in provincia. Immobili a Massa Marittima, Castiglione, Follonica. «Ma anche Campagnatico, Ribolla - spiega - tutti acquistati dalla Valorizzazioni immobiliari, società che nulla ha a che fare con il Monte dei Paschi». E anche l’avviso di garanzia arrivato all’indirizzo dell’imprenditore, non ha nulla a che vedere con le vicende di Rocca Salimbeni. «Mi si contesta un contratto d’affitto stipulato con Enoteca italiana - spiega - dove mio fratello Alberto gestisce un ristorante. Io non sono più in società (la Montenegro srl, ndr) dal 2011». Secondo la Procura, insomma, Enoteca italiana è un ente pubblico e per questo avrebbe dovuto indire una gara per assegnare gli spazi del ristorante. «Invece si tratta di un ente economico - spiega - e non c’è bisogno di gare. Ma Monte dei Paschi, qui non c’entra nulla». Come gli immobili in Maremma, che sono di proprietà di due società, la Blue Wind e la Sg Investimenti, entrambe guidate da Degortes. «Quelle proprietà alle quali si fa riferimento - aggiunge - sono state acquistate da Valorizzazione immobiliare. Anche qui, Mps non ha alcun ruolo». E allora, perché mettere in connessione la Maremma con quello che sta succedendo a Siena? Gli interessi per quello che accade a Rocca Salimbeni non sono certo pochi sulla costa. «Basti pensare ai soldi della Fondazione - dice Degortes - che sono stati investiti sul territorio». Territorio, quello maremmano, che nel caso di Antonio Degortes ha l’effetto contrario che ebbe sulla Pia de’ Tolomei. «Ormai mi divido tra Siena e Grosseto - dice - e soprattutto, in questa vicenda, è dalla Maremma che ho ottenuto sempre i maggiori attestati di stima». E dove gli investimenti non sono mai mancati, tra negozi, locali e, appunto, compravendite immobiliari. Tanto che spesso, e soprattutto in tempi non sospetti, è stato lo stesso Degortes ha provocare i mugugni dei suoi concittadini con il placet della Provincia unica Siena-Grosseto. Accettando, e anzi quasi caldeggiando il capoluogo in Maremma. Un amore ricambiato, che però due giorni fa è stato attraversato dal fantasma dell’affaire Mps.

«La parola Monte dei Paschi interessa, Mussari, ancora di più - dice - e anche il figlio di Aceto. Mi diverto e ci rido, quando mi chiamano Acetello.Ma dal passare a dire che io sono in Mps leasing perché sono amico di Mussari, ce ne corre». Contestando all’imprenditore anche il fatto di occupare ruoli chiave dell’economia italiana senza aver preso una laurea. «Rabizzi, che è stato vicepresidente di Mps e aveva fatto gli stessi miei studi, il liceo scientifico al Sacro Cuore di Siena, Borghi, presidente della Leasing è perito chimico, Geronzi è diplomato. Fatemi fare una battuta: Baldassarri è laureato alla Bocconi». Il curriculum di Degortes imprenditore, Degortes nel cda di Mps Leasing o nella giunta nazionale di Confindustria, Degortes rappresentate della sua città e vicepresidente di Mps Leasing è un curriculum che non ha niente da invidiare a quello dei laureati. «Il problema non è - dice - e non è stato in questa vicenda il problema del

mio titolo di studio. Il problema è politico: siamo in campagna elettorale e le questioni si incrociano. Non hanno detto però che ho ancora degli immobili da vendere, a Follonica. E se c’è qualcuno che li vuole acquistare, sono quelli che hanno più pregio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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