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Biscottificio Corsini, addio all’Amiata?

Troppi problemi di collegamenti stradali, il titolare Ubaldo: «A malincuore potremmo spostare il commerciale altrove»

CASTEL DEL PIANO. Agli imprenditori di Castel del Piano manca una comunicazione stradale efficiente che colleghi l’Amiata al resto del mondo, alle autostrade, alle ferrovie, ai porti, agli aeroporti. E così hanno incalzato il presidente della Provincia Leonardo Marras sulla strada del Cipressino e sul problema dele infrastrutture.

Un handicap gravissimo, tanto che l’azienda più illustre dell’Amiata, la Corsini biscotti spa, annuncia che nel futuro dell’azienda c’è la concreta possibilità di portare via da Castel del Piano il servizio commerciale e di trasferirlo in una location più favorevole.

Lo scorso 7 febbraio, dunque, il presidente Marras ha visitato Seggiano e Castel del Piano, incontrandosi con gli imprenditori. C’erano, fra gli altri, Ubaldo Corsini, Fosco Tosti e Luciano Vallati, che guidano le maggiori realtà aziendali della montagna, aziende storiche e solidissime e che, nonostante la crisi, rappresentano per l’Amiata veri e propri presidi occupazionali. Per tutte loro, uno dei problemi di maggior impatto economico, è il trasporto merci, penalizzato dalla mancanza di una viabilità adeguata che sovraccarica le aziende di costi di trasporto eccezionali.

La questione della riqualificazione della strada del Cipressino è da decenni uno degli argomenti di punta dei vari programmi amministrativi e fra le emergenze di una montagna tagliata fuori, proprio per una viabilità primitiva, dalle arterie di comunicazione. «Durante l’incontro col presidente Marras - racconta Ubaldo Corsini - abbiamo fatto presente la situazione, ma non è uscito nulla di nuovo.

A parte, forse, il primo lotto della strada per il quale pare ci sia una concreta possibilità. A parte questo, dicevo, per il resto della strada soldi non ce ne sono». In sede istituzionale, Corsini ha annunciato una novità. «Una cosa che non mi fa certo piacere, ma a cui sarò costretto in un prossimo futuro. E cioè che stiamo pensando concretamente di spostare la parte commerciale della mia azienda che ha sede a Castel del Piano, dall’Amiata in un luogo più agganciato e comodo per il trasporto merci. Se infatti, come auspico, il nostro fatturato continuerà a crescere, decideremo di spostarci altrove. Lasceremo a Castel del Piano il nucleo produttivo della nostra azienda, ma per commercializzare i prodotti dovremo andarcene da qui, da un territorio troppo periferico e isolato dalle vie di comunicazione e con costi di trasporto che per un’azienda sono una vero e proprio nervo scoperto».

Una notizia choc, questa, per il paese sede dell’azienda e per tutta la montagna, perché Corsini, nato come panificio, a Castel del Piano, nel 1921, è diventato in 90 anni, il polmone piccolo industriale per eccellenza del paese, con più di 60 addetti che aumentano nei periodi di maggiore produttività e un mercato che ha raggiunto oltre tutta Europa con 5-6 catene di distribuzione, anche l’America, il Canada, il Giappone. Ma l’ipotesi strategica di Corsini ha dei precedenti anche recenti, di aziende di vino pregiato, ad esempio, che si dice abbiano scelto come sede commerciale addirittura Livorno e di conseguenza hanno lasciato l’Amiata per questo segmento della loro impresa.

«In questa maniera, con questo scenario - commenta Corsini - l’Amiata è al palo. Speriamo che nel futuro, con una provincia più grande, come pare potrebbe essere, le cose possano cambiare.

Al momento le amministrazioni hanno le armi spuntate. Poche le risorse finanziarie e figuriamoci se il Cipressino per intero è nei programmi. Forse il primo lotto. Ma non è sufficiente. Anche Corsini sarà costretto a prendere, in parte, il volo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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