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impresa edile fallita

Bancarotta fraudolenta in quattro sotto accusa

GROSSETO. Quattro patteggiamenti con il pm Maffeo davanti al gup Bilisari per bancarotta fraudolenta: imputati quattro imprenditori di origine napoletana responsabili a vario titolo della M.A....

GROSSETO. Quattro patteggiamenti con il pm Maffeo davanti al gup Bilisari per bancarotta fraudolenta: imputati quattro imprenditori di origine napoletana responsabili a vario titolo della M.A. Costruzioni sas, dichiarata fallita nel gennaio 2010 e operativa tra Follonica, Piombino e Monterotondo Marittimo.

Un anno e 11 mesi per Vincenzo Tagliaferri, 45 anni, amministratore di fatto della sas, e per Alfonso Conti, 46 anni, accomandatario fino al gennaio 2009. Un anno e 4 mesi per Maria Laezza, 45 anni, e per Anna Laezza, 53 anni (pena sospesa solo a quest'ultima), entrambe estranee concorrenti nella bancarotta preferenziale.

Dovevano rispondere, oltre che della mancanza delle scritture contabili, della distrazione di macchinari per 40mila euro (Tagliaferri e Conti) e soprattutto di 3,6 milioni di euro in contanti e di 2,5 milioni in assegni prelevati dal conto della ditta e non utilizzati per scopi sociali (idem). Contestati a tutti e quattro pagamenti preferenziali per quasi 300mila euro, con denaro da loro intascato a danno dei creditori. Il solo Conti, ma come legale rappresentante della Co.Ed.Im. srl, era imputato di un'evasione fiscale da 280mila euro (per il 2008). Conti e Tagliaferri dovevano rispondere di evasione Iva per 439 mila euro nel 2004, di 352 mila per il 2005, di 199 mila per il 2007 (1,3 milioni per le imposte sui redditi), di 297 mila per il 2008 (1,3 milioni). E di aver emesso nel 2008 una fattura da 500 mila euro per operazioni inesistenti.

Infine, Tagliaferri era accusato di appropriazione indebita per i rapporti di affari con Laezza (amministratrice di Costruzioni e Progetti srl): varie centinaia di migliaia di euro prelevati dalle casse sociali e versati alla M.A. Costruzioni senza effettivo corrispettivo, perché le opere edilizie concordate tra le due società nell'appalto del 2007 erano state eseguite al 67% nel 2010 (pagati 3,6 milioni di euro). Stralciata la posizione di un

quinto imputato. Delle indagini si era occupata la guardia di finanza mentre la Procura aveva affidato al dottor Rossi la consulenza tecnica sulla ditta. Difesa Carlo Valle.

(p.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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