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Circonvenzione di anziana A giudizio fratello e cognata

SEGGIANO. Sono imputati di circonvenzione di incapace nei confronti di una donna, loro familiare, da loro accudita. In ballo ci sono un testamento, la delega a operare sul conto corrente bancario, un...

SEGGIANO. Sono imputati di circonvenzione di incapace nei confronti di una donna, loro familiare, da loro accudita. In ballo ci sono un testamento, la delega a operare sul conto corrente bancario, un bonifico permanente da 1.250 euro mensili, una polizza sulla vita il cui beneficiario era stato cambiato. E nella complessa vicenda giudiziaria si inserisce anche una presunta violenza privata, una volta tentata e una volta riuscita, nei confronti del nipote acquisito della donna.

Ademaro Volpini, 80 anni, e la moglie Rosella Bizzarri, 69 anni, entrambi di Seggiano, devono rispondere di presunti comportamenti illeciti nei confronti della sorella di lui, 88 anni. Il processo è stato fissato al 7 ottobre. L’ipotesi di circonvenzione di incapace è maturata al termine di una consulenza psichiatrica affidata al dottor Romano Fabbrizzi: questi ha definito la donna, da qualche tempo malata, incapace di intendere e di volere al momento in cui - revocando ogni disposizione precedente - aveva nominato i due coniugi eredi universali (gennaio 2010). Secondo invece il consulente nominato dalla difesa, la psicologa Lara Lucci, la donna era perfettamente in grado di comprendere quanto stava avvenendo e cosa stava facendo. Insomma, non vi sarebbe stata nessuna coercizione, tutte le disposizioni sarebbero state prese dalla donna nella piena consapevolezza e non vi sarebbero nemmeno le aggravanti del danno patrimoniale di rilevante gravità e l’abuso delle prestazioni domestiche.

I fatti contestati dal sostituto procuratore Maria Navarro risalgono al 2009- 2010 per quanto riguarda le disposizioni testamentarie, bancarie e assicurative (il beneficiario è diventato il fratello) e all’agosto 2010 per quanto concerne la presunta violenza privata, di cui deve rispondere la sola Bizzarri. Questa avrebbe portato via dal porticato la cognata, impedendole di parlare con il nipote acquisito.E avrebbe cercato di costringere il nipote a non sporgere querela su questo episodio, dicendogli nel corso di una telefonata che avrebbe tirato fuori dei documenti in grado di mandare il padre di lui in galera. L’anziana è seguita dagli avvocati Capaccioli e Brizzi.

Il difensore della coppia, l’avvocato Roberto Ginanneschi, rimanda ogni chiarimento

al dibattimento: «Sarà necessario sentire molti testimoni», spiega. Ma si sente anche di aggiungere intanto un particolare ritenuto significativo: «Da due anni, la signora vive in casa dei miei assistiti, seguita amorevolmente.E non è un modo di dire».

Pierluigi Sposato

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