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Nuova Autorità portuale Giglio e Argentario al palo

Le due località della costa maremmana non hanno presentato alla Regione alcuna candidatura per la segreteria generale dell’importantissima struttura

PORTO SANTO STEFANO. Sulla vicenda relativa all’Autorità Portuale Regionale, nel palazzo comunale di Porto S. Stefano, regna – almeno ufficialmente – il più assoluto silenzio.

L’operazione, vista dalle propaggini del promontorio, appare ibernata. Eppure sotto il ghiaccio l’iniziativa della Regione sembra procedere, anche se lentamente e gli altri Comuni che rientrano nel disegno regionale si muovono e fanno spesso il viaggio di andata e ritorno sul tragitto verso Firenze.

A leggere qualche giornale del capoluogo toscano, non si muovono soltanto le istituzioni ma anche i privati e fanno nomi e cognomi.

Come ormai ampiamente noto, l’Autority portuale che comprende Viareggio, Porto S. Stefano, Marina di Campo e Isola del Giglio, sarà diretta da un segretario generale che avrà ampi poteri. La sede principale dell’organismo sarà a Viareggio ma una specie di “vice-sede” troverà posto anche a Porto S. Stefano.

Dopo l’approvazione della legge che costituiva l’Autority, l’impegno successivo della Regione era proprio la nomina del segretario generale che è il vertice assoluto dell’Autority. Firenze ha pertanto pubblicato il bando per la manifestazione di interesse attraverso la quale verrà formato un elenco di soggetti idonei alla massima carica dell’Ente che comunque sarà nominata dal presidente della Regione.

La manifestazione di interesse, datata 29 agosto, è scaduta trenta giorni dopo ed è stata espressa da cinque aspiranti all’incarico, tre viareggini (Franco Allegretti, Riccardo Lari, Stefano Maestrelli), una persona di Follonica appartenente al gentil sesso, e un’altra persona di Livorno. Nessuno della zona Argentario e Giglio ha mostrato interesse per diventare Segretario denerale dell’Autorità Portuale Regionale.

Il presidente Enrico Rossi potrebbe comunque scegliere, al di fuori di questo quintetto, anche un’altra persona, se la ritenesse più adatta ad assolvere i compiti della carica in argomento. Ma oltre al vertice dell’Autority, devono essere nominati i quattro comitati portuali e il collegio dei revisori dei conti. Tutte queste cose sembra che ai santostefanesi non interessino. L’ambiente marittimo di

Porto S. Stefano appare del tutto estraneo alla questione.

Eppure l’Autority è una cosa importantissima, specialmente se si pensa che a dire l’ultima parola sul Piano Regolatore del Porto del capoluogo dell’Argentario, sarà proprio l’Autorità Portuale Regionale.

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