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Tre bassorilievi in gesso ritrovati dopo 50 anni

Sono calchi dello scultore grossetano Tolomeo Faccendi, autore del “Cinghialino” Rappresentano un marinaio, un aviatore ed un fante di terra, simbolo di eroismo

GROSSETO. Tre bassorilievi in gesso raffiguranti i militari simboli delle forze armate, tornati alla luce dopo oltre mezzo secolo, si trovano esposti nella sede dell'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo (Unuci) di via Mazzini.

Si tratta dei calchi realizzati dal celebre scultore grossetano Tolomeo Faccendi – autore anche di altre importanti opere cittadine, come il “Cinghialino” collocato al Bastione Maiano ed i quattro evangelisti del Duomo cittadino – dai quali, nell'immediato secondo dopoguerra mondiale, vennero tratti i bronzi che furono successivamente posti ad ornamento del monumento al Milite Ignoto situato al Bastione della Rimembranza.

Le tre figure, originariamente prodotte prima su creta e poi modellate su gesso, rappresentano un marinaio, un aviatore ed un fante di terra e simboleggiano tre stili espressivi differenti ma sempre rispondenti ai principi militari di eroismo e difesa della patria. «Le tre figure appaiono secondo lo stile imposto da Faccendi – dice lo scultore Arnaldo Mazzanti, che ne ha curato il recupero – ovvero gambe leggermente divaricate e busto eretto, come per dare l'idea di uno slancio imperioso e di soggetti in continuo movimento».

Ma il recupero è stato casuale, poiché il riaffioramento di questi straordinari reperti è avvenuto solo in seguito alla chiusura della sede dell'associazione Combattentistica e D'Arma di Grosseto che, insieme ad altre sculture e quadri, è stata trasferita. I dipinti tuttora vengono esposti alla sede Unuci ea disposizione dei cittadini interessati a visitarli (lunedì, mercoledì e venerdì, in orario 10-12).

L'inaugurazione cade proprio nella settimana della festa del 4 novembre in cui si celebra la giornata dell'unità nazionale e delle forze armate.

Ed avviene chiamando i grossetani a visitare una mostra che raffigura la storia della Grosseto martoriata dal conflitto mondiale e simboleggiata da tre militari, emblemi di sofferenza ma anche di valori morali e capaci di dare la vita nel difendere la patria.

«Quando è avvenuto il trasloco dei cimeli dall'associazione dei combattenti e reduci alla nostra – spiega Giancarlo Indiati, presidente Unuci Grosseto durante l'inaugurazione della scultura tenuta alla presenza di Giuseppina Scotti, presidente Unitre – Mazzanti individuò subito l'origine e l'autore

dei tre calchi che abbiamo deciso di affiggere nella nostra sala in modo permanente. Come ente di diritto pubblico a finalità culturali, vogliamo diventare un soggetto in grado di dare un forte contributo alla cultura ed al sociale in Maremma».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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