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Parlano i sindaci «Noi siamo tranquilli ma è bene cautelarsi»

GROSSETO. Il Radon si diffonde negli ambienti chiusi a causa della differenza di pressione fra gli edifici e il suolo. La sua penetrazione può avvenire attraverso fessure e giunti di muri e pavimenti,...

GROSSETO. Il Radon si diffonde negli ambienti chiusi a causa della differenza di pressione fra gli edifici e il suolo. La sua penetrazione può avvenire attraverso fessure e giunti di muri e pavimenti, canalizzazioni degli impianti idraulici, elettrici e di scarico.

Sorano. Nella “Matera della Toscana” la metà delle abitazioni analizzate hanno evidenziato una concentrazione di radon superiore ai 200 Bq/m3 mentre il 43% dei luoghi di lavoro sfora i 400 Bq/m3. «Il mio ufficio è risultato tra quelli con la presenza maggiore di radon – dice serafico il sindaco, Pier Andrea Vanni – ma, per quanto mi riguarda, a parte prendere piccole precauzioni come le finestre aperte non ho fatto altro. Ciò che mi preme di più è informare la cittadinanza affinché adotti le misure precauzionale. A tal fine realizzeremo una piccola pubblicazione illustrativa da distribuire ai miei compaesani».

Santa Fiora. Il 42% delle abitazioni nel comune amiatino presentano una concentrazione di radon superiore ai 200 Bq/m3, il 36% dei luoghi di lavoro oltrepassa i 400 Bq/m3. «Non è una novità data la conformazione del territorio, però ora è possibile conoscere i dati grazie alle tecnologie – riflette il primo cittadino, Renzo Verdi – siamo intervenuti negli edifici più vecchi con tubazioni interne ed esterne per aerare le stanze. Nelle situazioni normali invece basta aprire le finestre tre minuti al giorno».

Isola del Giglio. Nella perla dell’arcipelago il 27% delle abitazioni e il 29% dei luoghi di lavoro ha una concentrazione di radon più alta, rispettivamente, dei 200 Bq/m3 e 400 Bq/m3 medi. «Molte strutture sono state costruite sul granito – spiega il sindaco, Sergio Ortelli – ed è inevitabile che si alzino quelle polveri. Stiamo ristrutturando alcune scuole tenendo conto di questo aspetto, nel resto dei locali stiamo semplicemente attenti a favorire il ricambio d’aria».

Arcidosso. Il 22% delle abitazioni nel borgo ha un tasso di radon sopra i 200 Bq/m3 mentre il 27% dei luoghi di lavoro travalica i 400 Bq/m3. «Abbiamo già riattivato una verifica isolando ambienti come solai o vespai – afferma il sindaco, Emilio Landi – in alcune scuole il valore era sopra la media ma abbiamo realizzato delle fuoriuscite e tutto è sotto controllo».

Roccastrada. «Due anni fa ci siamo dotati del Piano per le energie sostenibili – ricorda il sindaco, Giancarlo Innocenti - nel quale sono indicate azioni correttive prolungate nel tempo. Anche nel palazzo comunale c’è un’ala sottoposta a ristrutturazione e sono stati apportati accorgimenti di ventilazione sui pavimenti. Ho una spia di rilevamento nel mio ufficio e bastano accorgimenti comportamentali». Qui ci sono il 18% delle abitazioni con valori sopra i 200 Bq/m3 e il 13% dei luoghi di lavoro oltre i 400 Bq/m3 di radon.

Castel del Piano. «Non mi sembra di aver mai dovuto realizzare interventi strutturali – afferma il sindaco Claudio Franci – è un fatto comune, non siamo preoccupati, bastano pochi accorgimenti». Nel comune il 13% delle abitazioni e il 14% dei luoghi di lavoro ha concentrazioni di radon superiori alle rispettive medie.

Pitigliano. La città del tufo, inevitabilmente, è sotto controllo: il 24% delle abitazioni supera i 200 Bq/m3 e il 38% dei luoghi di lavoro i 400 Bq/m3 di radon. « Abbiamo avviato incontri con ditte di costruzioni

e progettisti per illustrare, con l’ausilio di esperti, le norme tecniche per ridurre livelli – dice il sindaco Pierluigi Camilli – ma se fosse pericoloso vivere a Pitigliano, non si spiegherebbe la longevità dei nostri concittadini e l’alto numero di ultranovantenni». (l.s.)

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