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Sostegno, fondi a rischio per i ragazzi in difficoltà

Nelle Colline dell’Albegna è vacante da tempo la poltrona di chi deve chiedere i finanziamenti alla Regione. E rischia di saltare un presidio sociale importante

ORBETELLO. L’aiuto dei giovani in difficoltà, specialmente nel mondo della scuola, è un elemento cruciale; così anche nella zona delle Colline dell’Albegna, la possibilità di aiutare ragazzi disabili, dislessici o con difficoltà di apprendimento è questione di non poco conto. Ma proprio in questa zona della bassa Maremma sono a rischio i fondi relativi ai Piani Educativi Zonali da parte della Regione Toscana, fondi che ogni anno i rappresentanti dei distretti di zona del mondo dell’istruzione devono chiedere per ottenere le sovvenzioni da impiegare nelle problematiche sociali, psicologiche e pedagogiche che si presentano nei vari istituti. Motivo?

Ragioni burocratiche. Nel distretto delle colline dell’Albegna è da tempo vacante la poltrona del presidente, la persona che poi ha l’onere di presentare gli studi e gli incartamenti per ottenere i fondi: fino a un anno fa era Mario Mecarozzi, ex sindaco di Manciano, ma dal giorno della sua caduta non si è provveduto alla sua sostituzione. La nuova nomina dovrebbe avvenire tramite una conferenza che dovrebbe essere indetta dal Comune con il maggior numero di abitanti, nel caso Orbetello, ma a poco più di 20 giorni dalla data di scadenza (15 ottobre) della richiesta dei Pez ancora nulla si muove. «Rischiamo di perdere un’opportunità di vitale importanza per il proseguo del nostro lavoro - spiega Anna Carbone, consigliera provinciale e dirigente scolastico per Manciano-Capalbio, «perché è già dall’anno scorso che abbiamo intrapreso alcune iniziative importanti quali uno sportello psico-pedagogico a Manciano ed Albinia che, nel breve, vorremmo integrare con l’attuazione del modello Icf, un modello per l’inclusione sostenibile per le persone disabili e disagiate proposto dall’Oms, organizzazione Mondiale della Sanità».

Una situazione allarmante che si unisce ai problemi generali di carenza di fondi che Comuni, enti territoriali ed Asl hanno per aiutare il mondo della scuola: ragazzi disabili, bambini con problemi di dislessia o scarso apprendimento, giovani provenienti da paesi extra comunitari che sempre più spesso si iscrivono alle scuole e possono essere aiutati solo attraverso un lavoro appropriato e progetti che naturalmente necessitano di essere finanziati. «Per fortuna alcuni sindaci hanno deciso di aiutarci con i loro bilanci comunali - continua la Carbone - e grazie all’aiuto del sindaco di Manciano Marco Galli e di Luigi Bellumori a Capalbio, anche per quest’anno riusciremo ad aprire lo sportello psico-pedagocico per quelle realtà scolastiche, dove i primi cittadini hanno dimostrato una grande sensibilità». Il rischio è però che i ragazzi dell’Argentario, dell’orbetellano e dei Comuni

collinari da Magliano in Toscana a Sorano non abbiano un idoneo trattamento solamente perché non esiste la persona competente a inviare la richiesta formale dei Pez alla regione: una motivazione molto triste per le famiglie che si ritroveranno all’improvviso senza l’aiuto delle istituzioni».

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